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Fardella: "c'è un grave errore nel piano regolatore del cimitero"

30/01/2009



Un piano regolatore cimiteriale che prevede un’area di inumazioni lì dove, invece, esistono da anni loculi e cappelle gentilizie: succede a Fardella, in una storia che ormai tiene banco da anni. E che vede, come ultimissimo capitolo, una denuncia contro il Comune per “falsità, abuso e poca trasparenza nell’agire”, fatta dopo una prima archiviazione nel 2006.
Tutto ha inizio quando Vincenzo Mazziotta, fardellese ma residente a Roma, fa ufficiale richiesta presso l’ufficio tecnico del Comune di Fardella per restaurare due tombe di famiglia nel cimitero comunale. L’allora responsabile dell’ufficio tecnico, l’architetto Raffaele Iabichino,credendo di poter favorevolmente accogliere la richiesta di Mazziotta, in realtà scopre un’anomalia: dai documenti relativi al piano regolatore cimiteriale l’area nella quale si trovavano sepolti i familiari di Mazziotta, nonostante fosse già piena di altre tombe, risultava destinata alle inumazioni. Che, in altre parole e a norma di legge, vuol dire che in quel sito non poteva essere concesso alcun tipo di intervento atto a migliorare la condizione dei manufatti esistenti. Ma era proprio l’esistenza decennale dei manufatti a creare il paradosso. Mazziotta non accetta l’esito negativo alla sua richiesta, ed è a quel punto che parte una serie di passaggi amministrativi all’interno dell’ente comunale. Iabichino convoca verbalmente il segretario e l’allora sindaco, per rendere noto “il grave errore progettuale nella redazione del Piano, in cui l’area destinata a campo per le inumazioni è in realtà completamente edificata”. “Quello che mi viene detto- spiega Iabichino- è che le tumulazioni esistenti, man mano, sarebbero state trasformate in inumazioni e quindi che, il P.R.C. era vigente, attuativo e conforme alla normativa. Più volte, durante i sopralluoghi effettuati in piena indagine giudiziaria alla presenza di forze dell’ordine e tecnici comunali ho esposto totale disappunto sulla regolarità del Piano dichiarando più volte che si trattava di un macroscopico errore progettuale, per la destinazione d’uso delle aree adibite a campo per le inumazioni e perché, tra l’altro, la legge invita a realizzare i campi comuni in prossimità dell’ingresso principale del cimitero. Tutte dichiarazioni ad oggi ignorate”.
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Mariapaola Vergallito



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