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| Comunità Montana: stato di agitazione |
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27/01/2009 |
| Tagli alle risorse, incertezze nei pagamenti, difficoltà nella programmazione, necessità di conoscere in tempi brevi il nuovo assetto dell’ente che verrà: parte da qui la protesta dei lavoratori della Comunità Montana Val Sarmento, che si sono riuniti in assemblea straordinaria per discutere in merito alla difficile situazione dell’ente. E che hanno proclamato lo stato di agitazione. Un’agitazione che si sta diffondendo a macchia d’olio anche nelle altre Comunità Montane della Provincia e che porterà, nell’assenza di risposte certe entro una settimana, a proteste più pesanti e sit-in davanti alla Regione. “Perché- dicono i lavoratori- le risorse non ci sono a causa dei tagli dei trasferimenti statali che rendono impossibile approvare il bilancio e, di conseguenza non si può procedere al pagamento degli stipendi”. Stipendi che, per la Val sarmento, riguardano 11 impiegati negli uffici dell’Ente e circa 300 forestali.
“I 2 Milioni di euro inseriti nella Legge Finanziaria Regionale – dicono i lavoratori- e destinati alle costituenti Comunità Locali, risultano a nostro avviso insufficienti per garantire la sopravvivenza degli Enti”.
Sul tavolo anche la vicenda legata all’attività di forestazione, “necessaria- spiegano gli addetti- per il governo del territorio e fonte di reddito per centinaia di lavoratori. Quest’ultima non potrà essere attuata nei tempi e nei modi degli anni precedenti, “almeno fino all’individuazione dell’Ente gestore. All’interno dell’Ente vige un clima di incertezza; il senso di precarietà crea uno stato di malessere che si potrebbe ripercuotere sulle normali attività lavorative”.
“Le preoccupazioni espresse nei documenti ufficiali che in qualche caso sembrano rimettere in discussione la decisione regionale di dare vita alle Comunità locali – ha detto il vice presidente della Terza Commissione consiliare Luigi Scaglione - non paiono del tutto destituite di fondamento, proprio per i ritardi con cui si avvia la fase di definizione dei bilanci di previsione e la continuità di alcune attività ritenute indispensabili e oggetto di una costante e positiva azione da parte degli stessi dipendenti delle Comunità montane”. “Anche la crisi regionale, - ha aggiunto Scaglione - del resto, non può diventare il paravento di decisioni tecniche che implicano una assunzione di responsabilità forti e che, come richiesto dai dipendenti della Comunità montana della Val Sarmento, superi la emergenzialità e la precarietà immaginando di dare vita con celerità alle Comunità locali.
MpVerg
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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