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| Viggiano: incontro sull’energia come crescita per lo sviluppo sostenibile |
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24/01/2009 |
| Il Comune di Viggiano ha deciso di dar vita ad un ciclo di riflessioni pubbliche per approfondire la comprensione della ricaduta sulla società locale della "Conclamata Crisi Globale". Crisi che potrà essere affrontata in maniera efficiente soltanto se si cerca di costruire insieme un rapporto costruttivo su di un nuovo assetto strutturale nell'economia e nei valori primari della società.
Il tema dell’incontro, che sarà animato da relatori di livello internazionale e dagli attori responsabili della gestione delle nostre risorse naturali assicurandone l'ottimizzazione nell' uso (in particolare di quelle esauribili quale l'energia non rinnovabile, l'acqua e l'ambiente), richiederà una visione condivisa e comunque l’adozione di una posizione collettiva.
La ricerca di un rapporto costruttivo tra democrazia, risorse naturali e sviluppo umano duraturo nella Valle dell’ Agri e nella nostra Regione è, oggi, oltre che una necessità una indelegabile responsabilità alla quale nessuno si può dichiarare estraneo.
Le problematiche emergenti ed irrisolte sul binomio sviluppo umano sostenibile/risorse naturali disponibili (energia, acqua e ambiente), richiamano alla responsabilità tanto gli operatori petroliferi quanto coloro
che hanno la responsabilità politica, legale, etica e morale del controllo e del monitoraggio di tutti gli aspetti connessi alle attività estrattive.
In questa fase critica, in cui la crisi energetica sta producendo una complessa transizione dei diversi generi di fonti energetiche, è indispensabile valutare ed armonizzare tutte le soluzioni in discussione a livello europeo, nazionale, regionale e locale.
Il trasferimento di potere negoziale dai paesi consumatori ai paesi detentori e produttori di risorse primarie (per ora solo energia, ma presto anche acqua) comporta in sé diverse considerazioni geopolitiche sull'aspetto della sicurezza energetica e della valorizzazione degli idrocarburi.
La Costituzione italiana riconosce la proprietà delle risorse del sottosuolo allo Stato che ne ha la responsabilità primaria, ma non esclusiva, di gestione sia a livello di conservazione fisica che economica, soprattutto per le risorse esauribili. Ciò non esclude che ognuno di noi debba curarne responsabilmente sia la conservazione che il corretto utilizzo.
La Basilicata ha per questo il dovere e la responsabilità verso se stessa e verso l'Italia intera di sorvegliare, monitorare e controllare che le risorse di tutti vengano utilizzate al meglio e nell'interesse della collettività.
Questo controllo richiede come priorità, senza per questo causare ricadute indesiderabili, sia la trasparenza dei dati che la conoscenza degli obiettivi di interesse comune, quali il monitoraggio dei parametri e delle attività. Controllare è semplice se si costruisce la fiducia nella società civile e tra tutti gli attori che partecipano all'attività di ricerca e di produzione degli idrocarburi, meglio se si conosce con precisione quello che si fa con ogni molecola estratta dal nostro sottosuolo. È indubitabile che la più grande riserva di idrocarburi sulla terra ferma dell’Europa continentale rappresenta un valore per la sicurezza energetica molto particolare e che richiede considerazione strategiche dalle quali noi non possiamo essere esclusi.
L'ultimo incidente verificatosi al centro Oli di Viggiano con dispersione di non meglio identificati prodotti nelle vicinanze dell'impianto non può essere liquidato con una mera banalizzazione dell'evento, come si è fatto qualche settimana fa qui a Viggiano.
Le curve di produzione del giacimento debbono essere chiaramente portate a conoscenza della nazione intera e di noi in particolare, e devono essere adattate alle caratteristiche fisico-chimici delle riserve provate, probabili e possibili. Non è una decisione che può essere presa soltanto dalle Compagnie concessionarie ed in rapporto con il solo Ministero dell'Economia nazionale.
Tra le curve di produzione possibili quale è quella, per esempio che ha la migliore ricaduta positiva per la Basilicata? In quali termini si devono misurare queste ricadute? Quella fisica di ottimizzazione delle quantità estraibili, quella economica del massimo profitto e per chi? Chi misura le quantità estratte? Chi sta monitorando in continuo le immissioni in atmosfera e l'uso di tutte le molecole che vengono estratte dal nostro sottosuolo ? Esiste un osservatorio Ambientale? Esiste un osservatorio Epidemiologico?
La sensazione percepita è che la classe dirigente non abbia valutato abbastanza le ricadute che il ritrovamento di idrocarburi potrebbe avere sul possibile sviluppo umano duraturo, né ha focalizzato l'attenzione sull'impatto della risorsa sulla sicurezza energetica nazionale.
Nel resto dell'Europa è invece diffusa una grande attenzione alle ricadute sociali delle attività estrattive e non solo al tema delle "royalties". Questa risorsa strategica possiede in sé tutte le potenzialità per creare una rete locale di servizi d’energia che potrebbe creare occasioni di lavoro per i giovani e limitare la fuga di cervelli dall’area. Un elemento importante è quindi valutare e comparare l’azione degli operatori petroliferi in Basilicata con quella degli stessi in altre parti del mondo. Su questo AREASUD, responsabile dell’organizzazione del nostro incontro, ha realizzato qualche settimana fa, con la Presidenza del Consiglio Regionale della Basilicata, un importante workshop su "Energia e Federalismo Fiscale".
La Basilicata può dare di più al paese Italia che ha prestato relativamente poca attenzione agli aspetti specifici ed allo studio delle interazioni del problema legato alla estrazione di idrocarburi e delle ricadute sullo sviluppo locale.
Per iniziare un ragionamento su questi temi, per tentare di mettere a punto una procedura per dare risposte ad alcune delle domande che gli abitanti della Basilicata e ancor più i residenti della Val d'Agri si pongono, con il presente incontro vogliamo iniziare una serie di approfondimenti sui temi dell'ambiente, dell'acqua e dell'energia quali vettori di uno sviluppo umano duraturo.
Il concetto di bene pubblico non è un tema marginale e necessita di una riflessione al fine di ridefinirne i contenuti all’interno del dibattito internazionale su acqua, ambiente ed energia. Abbiamo per forza bisogno di considerale solo come merci all’interno di una dottrina economica di apertura liberale dei mercati?
Siamo nel pieno di una inevitabile transizione energetica, la civiltà dei fossili dovrà essere gradualmente sostituita da altro, la complessità dei problemi da affrontare (globalizzazione, competitività, efficienza sociale, rispetto dell'ambiente) richiede una armonizzazione delle politiche, delle scelte e degli interessi per evitare conflitti regionali e mondiali.
E’ nostra convinzione che l'ottimizzazione del mix energetico e i tempi e le modalità della transizione energetica vengano ricercati principalmente nei luoghi di produzione dei combustibili fossili. In tal senso la Val D’Agri ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio in cui affrontare e risolvere le sfide che tale transizione pone.
A tal proposito il Comune di Viggiano intende farsi promotore di un confronto costante con le Compagnie petrolifere finalizzato all’individuazione di iniziative di respiro comprensoriale di tipo innovativo soprattutto nel campo della filiera del petrolio e dell’energia
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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