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| Edilizia scolastica: Altobello, “Mettiamo in sicurezza il futuro degli studenti” |
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22/01/2009 |
| Il presidente della Provincia, Sabino Altobello, ha partecipato stamattina all'iniziativa organizzata dalla Consulta provinciale degli studenti di Potenza, sul tema "Il diritto alla sicurezza". Altobello ha concluso i lavori illustrando l'attività che l'ente ha svolto nel corso dell'attuale mandato, caratterizzata da una nuova visione del sistema di edilizia scolastica.
La Provincia, oltre al Presidente, è stata rappresentata da Tiziana Cappa, ingegnere funzionario dell’ufficio Edilizia scolastica che, in vece del dirigente Enrico Spera, ha illustrato i compiti e le responsabilità dell’ente sul patrimonio edile relativo alla scuola secondaria superiore, evidenziando i principali interventi realizzati o in via di realizzazione, rispondendo anche alla sollecitazione degli stessi studenti su alcuni casi specifici.
«Si tratta – è il pensiero di Altobello – di strutturare e consolidare un sistema in cui vi sia sintesi tra una rigorosa cultura della sicurezza e una nuova filosofia di edilizia scolastica che sappia guardare all’innovazione ed al futuro: un sistema complesso che abbia la missione di prendersi letteralmente cura della scuola in Basilicata. Nel parlare di “cultura della sicurezza”, mi riferisco ai valori fondamentali che stanno alla base delle scelte di programmazione che non possono più ridursi a continui tagli alle già esigue risorse economiche. La Provincia di Potenza questa cultura l’ha voluta dimostrare con un programma di interventi che, nel corso di questi anni, ha visto l’utilizzo di ben 57 milioni di euro, di cui solo 11, pari a circa il 20%, provenienti dallo Stato».
«Da qui l’esigenza – conclude il presidente Altobello - di scelte programmatiche che facciano i conti, ancora una volta, con le difficoltà a cui ci condannano i piccoli numeri; difficoltà che ci hanno portato a ripensare il sistema in maniera innovativa avviando un modello basato sui campus e sulle cittadelle dei saperi, la cui funzione può essere sempre più quella di costituire un luogo di congiunzione tra la scuola e il territorio, mettendo al centro i giovani e le loro esigenze».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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