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| Nemoli: un progetto per combattere il dissesto idrogeologico |
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19/01/2009 |
| Approvato a Nemoli un progetto volto a cambattere i movimenti franosi. La spesa è di 800 mila euro. Il piano prevede la realizzazione di opere di contenimento, la mitigazione del rischio idrogeologico e il ripristino dei contesti territoriali su diverse aree, colpite dalle eccezionali precipitazioni atmosferiche del gennaio 2005. Data la gravità della situazione la Regione chiese ed ottenne lo stato di calamità dal Governo stanziando solo per Nemoli oltre un milione di euro, 250 mila già utilizzati per fronteggiare le emergenze. La cittadina fu la più colpita dopo Bosco Piccolo di Potenza, per la vastità dei danni creati sulle infrastrutture a valle dell’Autostrada, le ex ss 19 delle Calabrie e 104 Sapri-Ionio (ancora chiusa al transito). I problemi - rilevati anche dalla Commissione nazionale grandi rischi - riguardavano anche un’area sorgentizia, sotto il Lago Sirino, prossima a una decina di abitazioni. Più a sud a Giammichele fu necessaria anche un’ordinanza di sgombero per una famiglia di 5 persone.
Il progetto - redatto dall’ing. Nicola Anania, dell’Ufficio Tecnico comunale è stato diviso in tre tranche. Per la zona Alta (bacino del torrente Sonante) saranno spesi 350mila euro. Fra Taggine, il Lago e Maschera, oltre alla pulizia e la manutenzione dei lavori già realizzati, saranno costruiti argini, briglie, drenaggi, canali e altre opere idrauliche. Nella zona Centrale: 200mila euro serviranno a bonificare dei pantani a monte di contrada Quinardanza, prolungata la canalizzazione dei Fosso Vallone e Quino. Altre opere e drenaggi sotto la strada comunale della Ferriera, briglie e canalizzazione sui Fossi Pulcino e Canuso e località Concezione. Per la zona Sud (Bacino Torbido-Fiumara), previsti 250mila euro, per sistemare il Fosso di Giammichele, la sottostante frazione Ischia Grande e la località Perillo, vicina al centro urbano.
s.l.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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