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| Il comune effettua sopralluoghi nelle zone in cui e’ straripato il Cavone |
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15/01/2009 |
| Per tutta la mattinata di ieri il Sindaco del Comune di Scanzano Jonico, Salvatore Iacobellis insieme al personale dell’Ufficio Tecnico coordinato dall’ingegere Rocco Dichio, ha effettuato una serie di sopralluoghi nelle aziende agricole di Terzo Cavone per verificare la situazione dal punto di vista della sicurezza dopo lo straripamento, in qualche punto, del fiume Cavone.
I sopralluoghi hanno riguardato la zona a valle della linea ferroviaria, fino al mare.
Durante la mattinata, in via Trieste, è stato effettuato anche un intervento urgente con l’ausilio di una ruspa per agevolare il deflusso delle acque che avevano invaso un terreno. L’intervento di movimento terra presso l’azienda agricola si è reso necessario al fine di salvaguardare l’integrità di una abitazione che rischiava di allagarsi. Il Comune di Scanzano ha provveduto a segnalare all’Ufficio Opere Pubbliche e Difesa del Suolo della Regione Basilicata e all’Autorità di Bacino l’avvenuto straripamento del Cavone e le zone interessate dall’evento.
In merito alle voci diffuse in mattinata da parte di ignoti, nel territorio tra Scanzano e Policoro, il Comune di Scanzano precisa che non c’è alcun rischio imminente di trombe d’aria che interessino la zona. Infatti sembra che stamattina, un’auto in giro per le aziende agricole della zona, abbia allertato gli agricoltori su questo rischio. Numerose sono state le telefonate giunte al Comune da parte di agricoltori che chiedevano maggiori delucidazioni. Il Comune di Scanzano ha dunque provveduto ad accertare presso la Protezione Civile a Roma e la Prefettura di Matera, se ci fosse il rischio effettivo di trombe d’aria. La notizia si è rivelata falsa, dunque non c’è alcun rischio relativo a trombe d’aria, così sono scattate le indagini da parte delle forze dell’ordine per appurare chi sono coloro che, senza averne alcun titolo, hanno diffuso allarmismo tra gli operatori agricoli del metapontino.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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