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La triste dipartita del “Dia Tribe Pub”

10/01/2009



Dopo tanti litigi e denunce da parte dei vicini, chiude le saracinesche lo storico Pub di Chiaromonte. I proprietari del locale, per ringraziare sarcasticamente chi ha contribuito alla sua chiusura, fanno affiggere sui muri del paese un provocante manifesto funebre: “Dopo 15 anni, è venuto a mancare – si legge - il Dia Tribe Pub. I soci fondatori, ne danno il triste annuncio”. L’amaro sfogo, non è passato inosservato, anzi, nel giro di poche ore la notizia ha fatto il giro del paese, suscitando la curiosità della gente, che nonostante le rigide temperature notturne, non hanno potuto resistere alla tentazione di infilarsi scarpe e giaccone per leggere con i propri occhi l’originale annuncio. Quello che in ogni caso, è stato un atto creativo per divulgare la notizia, deve anche far riflettere e non poco, sulle catastrofiche conseguenze commerciali che sono state portate più di una volta all’attenzione del primo cittadino se l’ordinanza non fosse stata modificata e in fretta. Purtroppo il pugno di ferro è stato irremovibile e la situazione è precipitata inesorabilmente.
Il Pub, è soltanto l’inizio di una lunga lista di prossimi locali che chi per un motivo, chi per un altro, intravedono lo spettro della crisi, e giurano di essere al collasso se non si prenderanno in considerazione soluzioni serie e concrete che si adeguino soprattutto alla nostra condizione sociale, culturale ed economica. I duri attacchi rivolti al Pub, nascono da quest’estate, quando la discussa ordinanza n° 7 del 11/06/2008 firmata dal sindaco Luigi Viola, “che vieta concertini e piccoli intrattenimenti musicali sia pubblici sia privati”, ha dato i suoi frutti, o meglio, ha condotto alla frutta un locale ben avviato e molto frequentato dai giovani dei paesi limitrofi. Più di una volta il locale, quest’estate è stato bersagliato da denunce e telefonate alle forze dell’ordine proprio dalle famiglie residenti in prossimità del locale, infastiditi sembrerebbe, dalla musica alta e quasi spesso prolungata fino a tarda notte. I frequenti sopralluoghi dell’arma dei carabinieri, avrebbero costatato il reato segnalato, infliggendo salatissime multe (ben 4, per un totale di mille e 500 euro), ai giovanissimi gestori del Pub, e 5 giorni di chiusura forzata, inflitti dall’amministrazione comunale, proprio sotto le festività del Santo Patrono San Giovanni Battista. Dopo la dura presa di posizione da parte dell’amministrazione, una raccolta firme, promossa dai ragazzi del paese non è servita a smuovere la decisione del sindaco di modificare la discussa ordinanza, creando non poche polemiche. Ora, la trovata escogitata dal primo cittadino per placare le lamentele di qualche sporadico cittadino, si è rivelata un vero fallimento, tanto da indurre a chiudere con questo provvedimento un’attività ben avviata. “Non bisogna essere del mestiere – dichiararono i gestori del Pub quest’estate – per capire che un’attività come la nostra senza la musica nel fine settimana non può funzionare”. A distanza di pochi mesi, le profetiche parole si sono avverate, innescando le irreparabili conseguenze. Di sicuro, dopo il polverone sollevato, qualcuno sta festeggiando per i successi ottenuti, ma il manifesto non dimentica di ringraziare anche loro. Un nota sarcastica, infatti, ringrazia “i vicini, i sommi, e l’eventuale concorrenza – si legge ancora – i quali in pochi mesi e con i loro potenti mezzi, hanno contribuito alla soppressione del locale. Ora - termina il manifesto – potranno dormire e realizzare sogni tranquilli e incassi fantastici”. I titolari, in ogni caso dopo il durissimo sfogo, non si arrendono e sono già a lavoro per ribaltare la situazione, impugnando tutti i mezzi a disposizione per riaprire le saracinesce.


Lucio Vitale
Il Quotidiano della Basilicata



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