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| Matera, La Martella: "Le nostre abitazioni nell’inferno di fango" |
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7/01/2009 |
| Le case nuove e intorno tanti disagi per la mancanza delle opere di urbanizzazione che il Comune non ha ancora realizzato. Accade a La Martella, nella zona dove sorgono da circa due anni 34 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Appartamenti nuovi di zecca in un contesto di degrado assoluto: strade non asfaltate, nessun marciapiede, buche, fango e pozze d’acqua dovunque. E non c’è la pubblica illuminazione e nemmeno l’al - lacciamento alla rete telefonica. Insomma, una situazione insostenibile per i residenti del rione, costretti ad utilizzare gli stivali di gomma e tante altre precauzioni addirittura per entrare e uscire dalle abitazioni. Sono gli stessi abitanti ad aver denunciato la situazione alla «Gazzetta».
È risaputo che le aree periferiche, in genere, debbano purtroppo scontare tutte le conseguenze di trovarsi troppo lontano dal cuore e dagli occhi degli amministratori di turno, ma lo stato in cui versa la Martella è davvero senza paragoni. Carmela Zasa, 76 anni, vedova, vive in una delle nuove case di La Martella. Per lei i disagi si raddoppiano perchè a causa dell’età e non potendosi muovere come vorrebbe, quelle strade attorno al palazzo rappresentano un ostacolo insormontabile. «Qui è l’inferno, non solo per me che ho una certa età, ma per tutti - ci racconta -. In molte famiglie ci sono i bambini e quando escono sono esposti a pericoli enormi. Qualche giorno fa, raccoglievo lo sfogo di una mamma marocchina di quattro figli che abita non lontano da me. Era meglio in Marocco, mi ha detto, pensando alle condizioni penose i cui ci costringono a vivere. In effetti, qui è come vivere in aperta campagna. Siamo senza asfalto e marciapiedi, pubblica illuminazione ed anche senza telefono. C’è gente che ha fatto richiesta di allacciamento alla linea da mesi, ma niente da fare, siamo costretti ad arrangiarci con i cellulari. È possibile andare avanti così?».
Ma per le opere di urbanizzazione che cosa dice il Comune di Matera? « L’ultima volta che siamo andati a sollecitare gli uffici tecnici – risponde Carmela Zasa – hanno riferito che per il momento non ci sono soldi e che dobbiamo aspettare almeno sino alla prossima primavera. Una risposta che non possiamo condividere, perchè è già da tanto che attendiamo gli interventi dovuti».
Antonella Guida, fino a dieci giorni fa era l’assessore comunale ai lavori pubblici, ora conserva la delega all’urbanistica. Non possiamo che chiedere a lei come si muoverà il municipio per risolvere questa incresciosa situazione che si trascina da tempo. «Posso in primo luogo assicurare che non ci siamo dimenticati di quei nostri concittadini e della loro difficile situazione – dice l’assessore -. All’origine del problema c’è il finanziamento per gli interventi da realizzare, che ora però troverà una soluzione dal momento che nel bilancio triennale abbiamo messo da parte le somme per completare i lavori a La Martella. Una parte delle opere, bisogna ricordarlo, era stata già realizzata».
La buona notizia per gli abitanti del quartiere è dunque questa, oltre al fatto che l’amministrazione comunale non si è scordata di loro. Chiediamo all’assessore Antonella Guida di indicare una data per l’inizio dei lavori. «Spero che nel giro di un mese si possa partire, anche perchè si tratta di interventi previsti. In questo momento non so dire di preciso a che punto è l’iter burocratico relativo e i tempi tecnici, ma in linea di massima ritengo che oramai si sia arrivato al capolinea». Il caso La Martella, da questo punto in poi, è nelle mani del nuovo assessore comunale ai lavori pubblici, Antonio Delgiudice. Toccherà a lui seguire la storia e tranquillizzare i cittadini che sono, nuovamente, in procinto di andare a bussare alla porta del municipio per sollecitare le opere di urbanizzazione e condizioni più civili.
EMILIO SALIERNO
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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