|
| “Debord-Marker-Pasolini”, tra cinema e video-arte a Moliterno |
|---|
5/01/2009 |
| | Debord-Marker-Pasolini da una sponda rappresentano il fuoco di un cinema che stringe in sé il fervore della gioventù e delle cose durature, che insegue le tracce di un’interpretazione utopistica, ideale, straniante, che materializza una visione politica (severamente politica) che guarda al mondo e ne mette a nudo tutte le incrostazioni e responsabilità. Dall’altra Debord-Marker-Pasolini fanno il trittico di un cinema ridotto allo stato di cenere dalla spazzatura culturale da cui siamo sommersi. Ma come la famosa araba fenice ci sarà un tempo che le loro immagini risorgeranno dalle ceneri, torneranno a bruciare e lanciare fiammate di immagini e pensieri sfrontati. “Il fuoco e le ceneri: Debord-Marker-Pasolini” è l’iniziativa promossa dalla Bibliomediateca G.Racioppi per riaccendere lo schermo di un cinema d’autore ostinatamente battagliero nei confronti di una cultura che ha lasciato precipitare l’uomo in uno stato di separazione, camuffando il vero con il falso. Ma l’iniziativa nella sua ideazione vuole andare oltre il cinema, lasciando terreno ad un’idea di video-arte che si impone nella proiezione reiterata delle singole opere proposte. Infatti, dal 6 al 16 gennaio sullo schermo posto nell’atrio della Racioppi passeranno le immagini della “Società dello spettacolo”, film firmato nel 1973, in un clima di perenne contestazione, da Guy Debord, padre storico del situazionismo ed eminenza grigia di un ideale impertinente. Nel film la voce fuori campo di Debord denuncia che “ Lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma un rapporto sociale fra persone, mediatizzato dalle immagini…Lo spettacolo è al tempo stesso i risultato e il progetto del modo di produzione esistente…Lo spettacolo sottomette a sé gli uomini viventi nella misura in cui l’economia li ha totalmente sottomessi. Esso non è altro che l’economia sviluppata per se stessa…” . Ispirata all’omonima opera letteraria, “La società dello spettacolo” è cinematograficamente un lavoro di montaggio, portato a compiutezza su un collage di spezzoni film e documenti (si vede anche Marilyn Monroe durante la sua ultima lavorazione rimasta poi incompiuta), ma nelle didascalie si ritrova la condanna spietata alla società dei consumi divenuta, appunto, quella società dello spettacolo che, senza pietà, ha maciullato dell’uomo dignità e autenticità. Dal 19 gennaio al 3 febbraio verrà (ri)presentato in quanto già proiettato in passato nel corso di un’edizione di Moliternoincorto, “La jetée” (1963) con cui l’outsider regista e scrittore Chris Marker filma il suo capolavoro assemblando singoli fotogrammi. Un’unicità nella storia del cinema è “La jetée” in quanto si presenta come un fotoromanzo con connotati fantascientifici dove un uomo è scelto come cavia per un viaggio nel tempo a partire da un ricordo dell’infanzia (l’immagine di una donna che si riversa a terra sulla rampa di lancio di un aeroporto). “Il fuoco e le ceneri” si chiude a metà febbraio con una significativa selezione di sequenze pasoliniane accompagnate da pensieri e parole dello stesso regista e scrittore friulano. |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |