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Assessore Potenza: "Entro giugno i distretti della salute"

4/01/2009



"Il superamento di tutte le verifiche dell’apposita Commissione Stato- Regioni, fino a tutto il 2008, dimostra che la Basilicata ha preso sul serio la sfida dell’efficienza e della qualità della spesa nel settore sanitario, ponendosi, alla vigilia, dello scenario federalista in una condizione di assoluta competitività". Lo ha detto in un intervento pubblicato sui quotidiani lucani di oggil'assessore regionale alla Sanità, on. Antonio Potenza.
"Di fronte a regioni che presentano deficit strutturali grandi cinque sei volte l’intero bilancio annuale della sanità lucana, - ha continuato l'Assessore - poter presentarsi ai nastri di partenza della nuova stagione dell’autonomismo con le carte in regola di un settore che si fa bastare la quota di riparto del fondo sanitario senza abbassare, ma anzi migliorando la qualità dei suoi servizi, è cosa di non poco conto e tale da destare positivi giudizi anche tra i valutatori indipendenti delle dinamiche economiche pubbliche ( Moodys, rapporto CEIS ecc).
Il conforto di un risultato positivo delle politiche sin qui seguite non può far dimenticare il vero tema che abbiamo di fronte e che riguarda la capacità di costruire, a parità di risorse, un modello di sanità che sia capace di rispondere alle sfide dei prossimi dieci anni. Cioè innovare, migliorare, trasformare il sistema senza poter contare su risorse aggiuntive di una certa consistenza: come dire , una strategia che non scada in una visione ragionieristica del mero contenimento della spesa, ma sappia individuare le aree di disfunzione, di non appropriatezza sulle quali intervenire per recuperare risorse da investire in obiettivi strategici.
Che sia possibile andare in questa direzione, lo dimostra l’esperienza di una Regione che non ha chiuso un solo ospedale, ma che è riuscita a trovare per ognuno scelte strategiche ponderate, basate su elementi di conoscenza, che hanno portato ad una diversificazione delle attività in linea con le esigenze dell’utenza regionale ed interregionale.
Non è un caso che, nel momento in cui si è varata la nuova legge di riordino del sistema sanitario ( la 12 del 2008 , che razionalizza le ASL, introduce i macrodistretti e detta le regole per l’integrazione sociosanitaria) la Giunta regionale ha affidato all’Agenzia nazionale sanitaria l’incarico di supportare la Regione nella redazione del nuovo piano sanitario e sta già predisponendo per la discussione in Consiglio le linee guida che dovranno caratterizzare il lavoro dei tecnici.. Con ciò evidenziando il concetto di una architettura istituzionale che non è fine a se stessa ma è strumento di una nuova pianificazione dichiaratamente diretta a spostare il baricentro del sistema dall’ospedale al territorio, favorendo lo sviluppo di quei processi assistenziali a rete integrata tra territorio, ospedali per acuti e centri di eccellenza regionali che rappresentano i modelli di riferimento per i sistemi di qualità.
La nostra impostazione di un protagonismo della periferia, che ha portato a modifiche importanti al testo legislativo sull’accorpamento delle Aziende sanitarie, ha visto la valorizzazione del Distretto della salute come punto iniziale e allo stesso tempo unico e strategico per l’accoglienza delle istanze di salute dei cittadini: dall’assistenza primaria, al trattamento delle cronicità, alla risposta integrata e multidisciplinare di malattie che privilegiano un approccio domiciliare . Scelta strategica di non poco conto se si pone mente al fatto che la Basilicata registra un profondo aumento della popolazione anziana ( oltre il 20 per cento supera il soglia dei 65 anni) insieme ad un consistente incremento delle cosidette fasce fragili ( anziani non autosufficienti, disabilità psico-sensoriali, disabilità fisiche, pazienti con pluripatologie ecc).
Sul modo di organizzare il Distretto si gioca dunque gran parte del successo della nuova programmazione sanitaria, nel senso che non si tratta solo di potenziare l’offerta dei servizi territoriali, ma di ridefinire il rapporto tra ospedale e territorio, anche spostando risorse da un macrolivello all’altro, ovvero sviluppando sinergicamente regimi alternativi al ricovero ordinario. Da qui la scelta forte, non sufficientemente sottolineata, di un manager di distretto, capace di delineare al meglio le risorse assegnate, in relazione alle specificità territoriali e ai bisogni delle popolazioni rappresentate. Cioè la continuazione dell’esperienza positiva dei manager delle ASL, che sono stati i coprotagonisti del successo della sanità lucana in relazione al contenimento della spesa ed al miglioramento della rete assistenziale.
Sul rapporto tra Aziende sanitarie provinciali e manager di distretto si gioca il futuro del sistema sanitario, nel senso che alle prime non può che ricondursi un ruolo di coordinamento, di indirizzo, di controllo, di individuazione delle economie di scala, di programmazione dei servizi, di monitoraggio delle attività, di verifica dei risultati, lasciando ai manager di distretto l’ampia autonomia nella gestione dei budget e la capacità di muoversi per accorciare le distanze con i cittadini utenti. Guai a pensare che il tutto si debba ricondurre ad un sistema decisionale verticistico ed accentrato , sarebbe la morte del sistema.
Da qui la esigenza di un supplemento di lavoro legislativo e normativo, diretto a organizzare un modello gestionale del Distretto della Salute , nel quale non solo siano assicurate le sinergie di cui si parlava pocanzi, ma siano valorizzati e potenziati gli apporti dei medici di base e dell’intero sistema delle cure primarie , anche attraverso forme nuove di associazionismo ( le UTAP ).
Per giugno 2009 - ha concluso l'on. Potenza - è previsto il varo dei Distretti. Questo significa che è tempo di portare a compimento il lavoro di riflessione sulle comunità locali e sull’identificazione servizi- territori. La stagione delle riforme non può avere pause. Le priorità politiche non possono che riguardare i bisogni veri dei cittadini".

basilicatanet.it



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