|
| Capodanno in Basilicata niente botti, tanta festa |
|---|
1/01/2009 |
| In Basilicata, nella notte di Capodanno, non sono stati segnalati feriti a causa dello scoppio di «botti». Nei due capoluoghi di provincia, Potenza e Matera, la notte è trascorsa senza particolari problemi: i Vigili del fuoco sono intervenuti solo per spegnere alcuni incendi di cassonetti.
Notte di Capodanno tranquilla in provincia di Matera, salutata dalla nascita di un maschietto – figlio di una coppia di Scanzano Jonico – intorno alle ore 3.20 nell’ospedale di Policoro. Non si sono verificati episodi di rilievo per incidenti o per scoppio di petardi, a conferma della positiva attività di controllo effettuata dalle forze dell’ordine e dall’effetto preventivo seguito da un recente episodio di cronaca, che ha portato il titolare di un pub di Policoro a perdere una mano. Rispetto al passato si sono registrati meno botti, concentrati intorno alla mezzanotte. A Matera c'è stata la festa in piazza Vittorio Veneto, promossa dal Comune, con l’esibizione del gruppo «Le Mani» che ha attirato numerosi spettatori e turisti. Per l’occasione c'è stato anche uno spettacolo di fuochi pirotecnici con gli auguri di fine del Presidente del consiglio comunale, Romeo Sarra. Intenso è stato il traffico sulla statale 99 per l'organizzazione di veglioni in alcuni alberghi della zona e lungo la statale 7 verso locali e agriturismi.
Anche i rioni Sassi, addobbati con luminarie di vario tipo, hanno fatto registrare consistenti presenze a piedi e in auto di visitatori per una foto in notturna particolare. Tra gli sfondi più utilizzati quelli con la Madonna dell’Idris, sulla quale campeggia un angelo azzurro illuminato, del palazzotto del Casale e delle grotte di Murgia Terlecchia nel parco rupestre.
La Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |