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| Tangenti lucane tutti ai domicilari |
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31/12/2008 |
| Ricorsi tutti accolti E misure cautelari per i principali indagati attenuate: con due giorni di anticipo rispetto alle previsioni, il Tribunale del riesame di Potenza ha ridimensionato le accuse dell'inchiesta del pm Henry John Woodcock su un presunto "comitato di affari" costituito per gestire le estrazioni petrolifere in Basilicata. E la giornata di oggi è stata "felice" anche per il deputato del Pd, Salvatore Margiotta, per il quale il Riesame ha annullato gli arresti domiciliari. In realtà, già la Camera dei Deputati, lo scorso 18 dicembre, due giorni dopo gli arresti, aveva respinto, a larga maggioranza, con il solo voto favorevole dell'Idv, la richiesta di domiciliari per il parlamentare. Ricorso accolto anche per un altro esponente del Pd, il consigliere provinciale di Matera, Nicola Montesano, per il quale sono stati annullati i domiciliari.
Il dispositivo del Tribunale del Riesame è stato depositato nel primo pomeriggio. Poche ore dopo hanno lasciato il carcere di Potenza i principali indagati dell'inchiesta: l'amministratore delegato della Total Italia, Lionel Levha, i dirigenti della stessa compagnia petrolifera, Roberto Pasi e Roberto Francini, l'imprenditore di Policoro (Matera), Francesco Rocco Ferrara, e il sindaco di Gorgoglione (Matera), Ignazio Tornetta. Per tutti, la custodia cautelare in carcere è stata sostituita con gli arresti domiciliari.
I magistrati del Riesame (il presidente Luigi Spina e i giudici a latere, Lucia Gesummaria e Antonio Cantillo) hanno annullato il capo "A" dell'ordinanza emessa dal gip Rocco Pavese su richiesta del pm Woodcock, quello relativo all'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Restano i reati di corruzione e di turbativa d'asta. Per gli avvocati dei dirigenti della Total, Maurizio Bellacosa, Donatello Cimadomo e Paola Severino, "é importante il riconoscimento dell'inconsistenza dell'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione".
Il Riesame inoltre ha annullato il sequestro di numerosi beni mobili e immobili - per un valore complessivo stimato in circa 50 milioni di euro - e il cui elenco (società, beni mobili e immobili) occupava 29 pagine dell'ordinanza del gip. Stamani, infine, il Tribunale della Libertà aveva anche accolto i ricorsi, concedendo la remissione in libertà, all'imprenditore Ferrara e a Giovanni Giliberti, accusati, in un altro filone dell'inchiesta,di spaccio di sostanze stupefacenti.
MARGIOTTA: «SONO FELICE»
«Sono felice. Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia, e, consapevole della mia estraneità ai fatti contestati, ho mantenuto, pur in questi giorni di grande, ingiusta ed ingiustificata sofferenza e di massacro mediatico, la consapevolezza che la verità sarebbe emersa». Lo ha detto, in una dichiarazione, l’on. Salvatore Margiotta (Pd), dopo la decisione del Tribunale del riesame di Potenza, che ha annullato l’ordinanza agli arresti domiciliari (già rifiutati dalla Camera) emessa a suo carico nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti per il petrolio in Basilicata: «Ringrazio tutti gli amici, alcuni autorevolissimi – ha aggiunto Margiotta – ma anche elettori, simpatizzanti, cittadini che mi sono stati vicini. Riprendo a pieno titolo il mio impegno istituzionale e nel partito – ha concluso il deputato – per lavorare con rinnovato entusiasmo per il bene comune»
«E' importante il riconoscimento dell’inconsistenza dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione»: questo il commento corale degli avvocati Maurizio Bellacosa, Donatello Cimadomo e Paola Severino, difensori di Lionel Levha, amministratore delegato di Total Italia, e dei dirigenti della stessa compagnia petrolifera, Roberto Francini e Roberto Paci. Bellacosa, Cimadomo e Severino hanno espresso «soddisfazione» per la decisione del Tribunale del riesame. I tre avvocati stanno raggiungendo il carcere di Potenza per comunicare ai loro assistiti la decisione dei giudici e per assisterli nel trasferimento agli arresti domiciliari: «Non ci sarà nessuna dichiarazione da parte di Levha, di Francini e Paci», ha spiegato Cimadomo.
AI DOMICILIARI ANCHE IL SINDACO DI GORGOGLIONE
Anche il sindaco di Gorgoglione (Matera), Ignazio Tornetta (Popolari uniti, ex Udeur) – arrestato il 16 dicembre scorso nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti per gli appalti sulle estrazioni petrolifere in Basilicata – ha ottenuto gli arresti domiciliari dal Tribunale del riesame di Potenza. Tornetta era accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione: nell’associazione, Tornetta avrebbe svolto il ruolo di “faccendiere”, di intermediario nelle relazioni fra alcuni imprenditori e i dirigenti della Total Italia. Altre accuse mosse a Tornetta erano quelle di turbativa d’asta e corruzione.
AI DOMICILIARI SENZA SCORTA
Le persone detenute dal 16 dicembre scorso nell’ambito dell’inchiesta su tangenti e petrolio in Basilicata sono già fuori dal carcere di Potenza per raggiungere gli arresti domiciliari, dopo la decisione del Tribunale del riesame che ha accolto i loro ricorsi.
Sono già usciti dal carcere l’amministratore delegato di Total Italia, Lionel Levha, e i dirigenti della compagnia petrolifera Roberto Francini e Roberto Pasi (e non Paci, come scritto in precedenza). Levha, Francini e Pasi erano accompagnati dai loro avvocati e non hanno fatto dichiarazioni. Fuori anche l’imprenditore Francesco Rocco Ferrara e il sindaco di Gorgoglione, Ignazio Tornetta.
Il Tribunale del riesame ha disposto che gli indagati che hanno ottenuto gli arresti domiciliari li raggiungano «senza scorta e per la via più breve».
La Gazzetta del Mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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