HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Si cerca l'agenda della Tangentopoli lucana

18/12/2008



Da una parte le cifre, dall’altra le percentuali già pagate o da pagare, promesse a Tizio e Caio. Se gli investigatori recupereranno l’agenda di Franco Ferrara, il Re di danari di Policoro, pietra angolare del «Totalgate» lucano, avranno fatto Bingo. Perché di questo libro mastro, si sa tutto. Tranne dove sia nascosto. C’è di più. L’uomo - chiave dell’inchiesta, titolare del consorzio che si è aggiudicato l’appalto Total di Tempa Rossa da 35 milioni di euro, aveva trasferito anche i dati su un supporto informatico (floppy disk o un cd). Era una specie di assicurazione contro tutto e tutti.
L’imprenditore, dunque, annotava e conservava. La convinzione della Procura è che Ferrara abbia erogato «sistematicamente tangenti per assicurare alle imprese del suo gruppo i favori e le agevolazioni di cui, di volta in volta, egli ha bisogno: aggiudicazioni riferite a gare di appalto, informazioni riservate, decisioni favorevoli, astensioni da controlli, pressioni di politici». D’altra parte l’esistenza dell’agenda, la conferma lo stesso Ferrara durante un’intercettazione captata da una microspia nascosta nella sua auto. L’uomo d’oro di Policoro parlava, gli investigatori ascoltavano. Anche quando spiegava «le regole di comportamento che deve adottare l’imprenditore che vuole stare nel giro, evidentemente improntate al rispetto di un mutuo patto di omertosa complicità cementata dalla convinzione che così fan tutti e tanto vale adeguarsi », scrive il Gip nella sua ordinanza.
Ma accanto al Re di danari, spunta la Regina di cuori, la moglie, Marcella Camossi. Secondo l’inchiesta è lei la «cassiera e custode dei fondi neri». Di quel tesoretto (o bottino?) di un milione di euro in contanti, da utilizzare - per l’accusa - durante gli incontri di affari. Esattamente sono «961mila e 500 euro più 100mila ». A quantificarli è un sms tra marito e moglie. I fondi neri sarebbero il frutto di false fatturazioni sui conti riferibili alle società dell’imprenditore. Ogni tanto, però, le coronarie di Franco Ferrara sono messe a dura prova. Come quando a novembre dell’anno scorso, per far visita a Roma ad un «influente esponente» del ministero dell’Ambiente, gli investigatori lo bloccano all’aeroporto di Bari. In una valigia, erano nascosti 150 mila euro. «Mi stavano aspettando», scrive sul telefonino della moglie. «Mi hanno perquisito, ho fatto un verbale e con grande difficoltà ho evitato il sequestro». Ferrara si insospettisce, teme che il controllo non sia casuale: il metal detector non ha lanciato allarmi. Poliziotti e finanzieri vogliono controllare subito la valigia e leggono le carte. Lui protesta e viene portato in ufficio. Sospetti fondati. Perché Ferrara aveva detto alla moglie, la sera prima, di preparare «150 litri di vino». In gergo, i soldi. Indicati anche come «le mozzarelle » o «chili d’olio». Durante un controllo della Guardia di Finanza, l’i mprenditore ordina alla moglie di spostare il «tesoro» da un parente. Ma i guai non arrivano mai da soli. C’è un altra inchiesta che riguarda Ferrara. L’imprenditore risulta indagato (violazione della legge sulla droga, riferisce l’avvocato) per u n’operazione antidroga che si conclude con l’arresto di un suo dipendente, Antonio Costanza, 43 anni. L’uomo finisce in manette due giorni fa mentre si trova in viaggio fuori regione. L’accusa per lui è di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Gli investigatori parlano di cocaina e marijuana. Tra gli accusati altre quattro persone: un imprenditore di Scanzano Jonico, un tarantino e due baresi. Oggi Costanza sarà interrogato a Potenza. E, forse, si conosceranno altri particolari della vicenda.


"LA TRUFFA DEI TERRENI PER FAVORIRE LA TOTAL"
Il Davide lucano contro il Golia francese. Eccolo, l’uomo che ha detto no alla Total. Si chiama Antonio De Lorenzo, 30 anni, abita nel paese valdagrino e alle 5 del pomeriggio è ancora in campagna. A lavorare, come ogni giorno. La pelle dura, scolpita dalle intemperie, le mani callose, Antonio è uno che non si arrende mai. I fatti sono meglio delle parole. Così lui ha fatto il grande passo del rifiuto. Quei terreni ereditati dal padre, rappresentano la sua vita. La sua ricchezza. Allora, ha respinto l’offerta dei transalpini che volevano pagare i suoli da espropriare poco più di 6 ero al metro quadrato. E si è ribellato anche all’occupazione d’urgenza eseguita dal Comune.

Il responsabile del settore tecnico, l’architetto Michele Schiavello - coinvolto nell’inchiesta di «Greggiopoli» e arrestato - aveva fissato l’indennità di esproprio addirittura in 2 euro e 50 centesimi, concertata con i manager Total, scrive la Procura di Potenza, per forzare un accordo bonario con l’interessato. Condizioni «capestro, assolutamente svantaggiose e fuori mercato», le definisce il pubblico ministero. Il prezzo reale di quei terreni, infatti, è stato valutato dai periti in 100 euro al metro quadrato, essendo a destinazione industriale. Ad armare la fionda del Davide lucano, ci ha pensato l’ingegnere Antonio Smaldore. Che spiega: «I decreti di occupazione d’urgenza del Comune sono illegittimi. Perché l’ente locale non ha competenza in materia, in quanto le opere previste sono parte integrante e sostanziale del progetto strategico Tempa Rossa. Si tratta di un’opera di rilevante interesse nazionale la cui competenza spetta al Cipe».

Quindi? «La procedura accelerata è prevista per le opere strategiche regolarmente approvate dal Cipe. Che invece, il primo agosto di quest’anno, si è limitato ad approvare il progetto preliminare e non quello definitivo». Insomma, al posto della firma del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è spuntata quella dell’architetto Michele Schiavello. «A ciò - ricorda ancora Smaldore - si aggiunge l’occupazione di oltre 2mila metri quadrati di suoli neanche interessati dall’illegittimo decreto di occupazione d’urgenza». Un pasticcio lucano.

De Lorenzo si è rivolto al Tribunale amministrativo. E aspetta. Da Corleto Perticara a Gorgoglione, la strada è tutta curve e tornanti. Nel paese del sindaco Ignazio Tornetta, in carcere perché seconde le accuse si sarebbe prodigato, in cambio di danaro, nell’opera di intermediazione tra i manager della Total e la cordata di imprenditori interessata agli appalti, c’è poco spazio per i commenti. I parenti di Tornetta sono fuori regione per un lutto familiare. Il silenzio è una consegna da rispettare. Anche in momenti come questo. Ieri pomeriggio, si è svolto a Potenza l’interrogatorio di garanzia del sindaco. Due ore di botta e risposta per rispondere alle contestazioni del pm.

SPUNTA UNA TALPA IN QUESTURA
Ci sarebbe una «talpa» nella questura di Potenza. Un «abituale confidente ». L’imprenditore Franco Ferrara è riuscito spesso ad acquisire informazioni riservate sulle indagini a suo carico. È quanto emerge dall’ordinanza del gip Rocco Pavese in cui si fa riferimento all’intercettazione di un colloquio tra Ferrara e la moglie Marcella Camossi.
Secondo l’accusa, il confidente avrebbe consigliato a Ferrara di tenersi lontano dalla residenza di famiglia per sottrarsi a provvedimenti d’arresto che sarebbero per essere spiccati nei suoi confronti. Il fatto risale al 2 gennaio 2008.

Camossi: perché sei così nervoso Frà?
Ferrara: perché vogliono emettere provvedimenti, meglio che non ci sto, mi hanno detto. È meglio che non ci stai.
Camossi: chi te l’ha detto?
Ferrara: me l’ha detto uno. Mi chiama uno in questura...
Camossi: vabbé, il solito...
Ferrara: a Potenza
Camossi: e per questo motivo sei nervoso?
Ferrara: eh sì
Camossi: è peggio delle altre volte. Perché le altre volte non eri nervoso così.
Ferrara: sono nervoso, mi sono rotto i c.... ora c’è Elena che mi manda messaggi. Dille che non mi mandasse niente...
Camossi: vabbé poi mi chiami. Dove te ne vai?
Ferrara: mah, non lo so. Me ne vado a Bari, me ne vado a Bari.
Camossi: al mare?
Ferrara: no ma che mare! Me ne vado al mare? Me ne vado a Bari, chiamo C. e... conosce uno là che ha un albergo, non mi registra. Ce l’ha lei la busta. Stai tranquilla, almeno tu stai tranquilla.



GAETANO CAMPIONE

da la Gazzetta del Mezzogiorno



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo