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| Perquisizioni a casa del Presidente Provincia MT. Lo Presti chiede altre carte |
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16/12/2008 |
| L'abitazione e gli uffici del presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro (Popolari Udeur) sono stati perquisiti oggi nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock, sul "comitato d'affari" costituito per approfittare delle estrazioni petrolifere in Basilicata. E' stato portato via un computer e a Nigro è stata consegnata una informazione di garanzia che fa riferimento a presunte irregolarità nell'aggiudicazione, nel 2007, di un appalto per l'adeguamento della strada statale 175, finanziato con 18 milioni di euro e affidato all'associazione temporanea composta dalle imprese Ferrara, Polidrica e Giuzio: "Ho la massima fiducia nella magistratura", ha detto Nigro. E' stata perquisita anche l'abitazione del consigliere provinciale Nicola Montesano (Pd), che è agli arresti domiciliari.
"Abbiamo intenzione di chiedere altre carte ai magistrati di Potenza. Forse si sono dimenticati di inviarcene alcune perché, ad una prima e superficiale lettura dell'ordinanza, non mi sembra proprio che si precisi quale ruolo attivo avrebbe avuto Margiotta nell'eventuale alterazione dell'appalto". Il deputato del Pdl Nino Lo Presti, componente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, confessa di essere un po' perplesso dopo aver letto le carte inviate a Montecitorio dalle toghe potentine contro Salvatore Margiotta (Pd), il parlamentare ora agli arresti domiciliari. "Ad una prima lettura del documento - aggiunge Lo Presti - non si capisce davvero in che modo Margiotta sarebbe riuscito ad alterare la gara d'appalto. Non si fa, infatti, alcuna specifica accusa. Forse è solo un'accusa di tipo generico basata sul fatto che lui è un parlamentare? Non si capisce bene". "Nelle intercettazioni riportate nell'ordinanza - prosegue il deputato del Pdl - il ruolo di attori nella gestione delle varie fasi dell'alterazione dell'appalto sembra che ce l'abbiano solo gli intercettati. Ma, ripeto, non si spiega come Margiotta sarebbe potuto intervenire...". "Sono davvero perplesso - ammette Lo Presti - perché non credo proprio che si possa buttare in galera un parlamentare soltanto perché qualcun altro aveva pensato di poterne ottenere dei favori". "I fatti poi risalgono al 2007 - conclude il deputato siciliano - perché da allora nessuno è intervenuto, magari per tentare di bloccare questo appalto? Perché non sono stati messi in campo altri strumenti investigativi per accertare meglio le eventuali responsabilità?". (ANSA). |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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