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| Il sindaco di Satriano contro l'interruzione di un'arteria per lavori della Wind |
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16/12/2008 |
| Potenziare la comunicazione delle reti telefoniche, rallentando temporaneamente il traffico e creando forti disagi alla circolazione stradale: al sindaco di Satriano di Lucania, Michele Miglionico, questo non sta assolutamente bene. Perciò a nome dell’intera amministrazione comunale e di altri comuni limitrofi, Miglionico ha inviato una lettera all’indirizzo del dottor Michele Franzese, dell’Anas, per lamentare i disagi degli automobilisti che nel fine settimana percorrono la variante Ss 95 della Tito-Brienza. Il problema, come spiega il sindaco, è che attualmente poche decine di metri nelle gallerie dell’arteria sono interessati da lavori che causano l’interruzione della strada durante il fine settimana. Per questo motivo il traffico sulla corsia in direzione Brienza da Tito Scalo a Satriano viene deviato verso la vecchia statale 95, attraverso Tito. Da Potenza gli automobilisti vengono dirottati verso il tratto della Torre di Satriano, che proprio d’inverno diventa pericoloso per il maltempo. L’aspetto non condiviso ha a che vedere con i motivi degli interventi che richiedono la deviazione: sembra si tratti di lavori che la Wind sta effettuando per potenziare il segnale nelle gallerie per la ricezione telefonica.
“Una cosa sicuramente sacrosanta- dice il sindaco- ma forse non così urgente da creare forti disagi alla circolazione durante i fine settimana, tra l’altro in un periodo festivo, durante il quale traffico si sposta nell’area sud della Regione e si dirige verso la Campania e la Calabria. Pertanto quello che chiediamo all’ANAS è di rivedere l’ordinanza e di rinviare il tutto in un periodo migliore, quando il traffico sarà inferiore ed il tempo sicuramente migliore”. Dall’Anas, fanno sapere che i lavori saranno sospesi durante le vacanze natalizie e riprenderanno nei 3 week end che seguono all’epifania.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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