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Acqua nelle dighe: perchè si verifica "l'intorbidimento"

15/12/2008



Non lo ha saputo nessuno, ma anche la diga della Camastra - di solito d’acque così limpide che la pesca è difficoltosa - si è riempita di melma. Eppure l’acqua non è stata interrotta a Potenza come è accaduto invece per le località servite da Monte Cotugno. L’Acquedotto Lucano infatti ha dovuto sospendere l'erogazione idrica in tre paesi a Scanzano Jonico (dalle 11 di ieri alle 7 di questa mattina), Nova Siri e Policoro (in entrambi dalle 14.30 di ieri alle 7 di stamane). La differenza è nel sistema idrico: Potenza, ad esempio, ha un serbatoio da 40.000 metri cubi, più i vari serbatoi cittadini, più alcune sorgenti. Perciò, nonostante l’impianto sia chiuso per consentire alla terra diffusa nell’acqua della Camastra di posarsi sul fondo rendendo l’acqua di nuovo potabile, ciò che resta nelle condotte e nei serbatoi permette alla città di non accorgersi di quanto sta accadendo. Lo spiega l’ingegner Raffaele Pellettieri, direttore tecnico dell’Acquedotto Lucano. Il fenomeno dell’intorbidimento delle acque ha colpito la Basilicata in maniera maggiore che nel passato. Due giorni fa la sorgente si è riempita ancora di terra. Paradossalmente accade quando piove tanto. Il paradosso è solo per i non addetti ai lavori. Pellettieri non si meraviglia di quanto accaduto. Il 22 novembre era stato lui a spiegare cosa accade: la pioggia filtra nel terreno e finisce poi nel Frida, portandosi dietro la terra. I tecnici si accorgono che l’acqua non è potabile - in base a quanto stabilisce la legge sul limite di torbidità - e chiudono le valvole. In una trentina di paesi. Che si ritrovano con i rubinetti gorgoglianti da un momento all’altro. Per i cittadini una serie di difficoltà piccole e grandi. Per l’ente, il dovere di intervenire tempestivamente. In realtà, fra l’acqua rimasta nelle condutture e quella nei serbatoi, la risorsa non mancherebbe. Ma bisogna conservarla per i casi d’emergenza: ad esempio, nell’eventualità che la torbidità rimanga per molti giorni e quindi si debba procedere a una distribuzione dell’acqua residua per qualche ora al giorno. In meno di un mese, il Frida è diventato imbevibile per due volte. Il sistema per pulire l’acqua ci sarebbe, ma costa molti milioni di euro. Forse è per questo - e per la rarità dell’evento fino a oggi - che nessuno cihamai pensato. La questione della diga è diversa. Le dighe non sono contenitori d’acciaio inox. Sono fatte spesso di terra che, se piove tanto, diventa melma e sporca l’invaso. E’ accaduto proprio a Monte Cotugno. «Uno o due milioni di metri cubi d’acqua sporca», specifica Passarelli. Potrebbe durare ancora 12 o 24 ore. Forse di più. Dall’Acquedotto Lucano preferiscono non sbilanciarsi. Potrebbero aprire comunque qualche ora i rubinetti stamattina. Ma non si potrebbero avvertire i cittadini di fare scorta quando si rischia una situazione del genere? «A luglio - ricorda Passerelli - Matera è rimasta per due giorni a secco. Era accaduto che i cittadini, in previsione di una chiusura, avevano fatto tutti scorta a casa. Creando problemi. Avvertendo i cittadini di un’emergenza che forse potrebbe verificarsi avrebbe un effetto peggiore dell’emergenza stessa». La buona notizia è che nelle dighe lucane sono entrati diversi milioni di metri cubi d’acqua. Bisogna solo aspettare che diventino potabili.

Rocco Pezzano
Il Quotidiano della Basilicata



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