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| La bussola del palato, presentato l’Atlante del gusto dello Chef Valicenti |
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14/12/2008 |
| SEMBRA incredibile ma c'è una Basilicata che fa a pugni con l'immagine di povertà con la quale, da Levi in poi, molti la etichettano. E’ una Basilicata ricca di sapori, profumi, colori e prodotti. Una terra da assaporare lentamente, lontana dai ritmi frenetici che travolgono le emozioni, annientandole, e riducono anche il cibo - veicolo di identità - a un mero atto di consumo.
E’ questa ricchezza che emerge forte dalle due edizioni dell' “Atlante della Tavola. Recupero e reinterpretazione degli antichi sapori. Proposte per il gastronauta in terra di Basilicata”, volume dello chef lucano Federico Valicenti, realizzato dalla Provincia di Potenza e presentato venerdì scorso nel ridotto del teatro Stabile.
Sessantacinque proposte gastronomiche che raccontano, solleticando il palato per suscitare curiosità, la storia, la tradizione e i giacimenti gastronomici di altrettanti comuni lucani. Una mappa particolareggiata, frutto di un lavoro di ricerca e di recupero di risorse altrimenti destinate all'oblio, che «la Provincia di Potenza - ha affermato l'assessore provinciale al Turismo Carmine Rossi - ha voluto realizzare, consapevole del forte legame tra le possibilità di crescita e la capacità di valorizzare le proprie tipicità gastronomiche ». «Il vero significato dell'opera - ha aggiunto il presidente del consiglio provinciale Antonio Salicone - sta nel richiamo, attraverso il cibo, a quella lucanità forte che in questo momento ha qualche difficoltà ad affermarsi ». Una lucanità, di cui Valicenti - chef di caratura internazionale - è interprete appassionato e sapiente cantore.
Il gastronomo di Terranova del Pollino, inoltre, ha saputo sfruttare a pieno quel rapporto privilegiato che sopravvive nelle terre del mezzogiorno - come sottolineato da Paride Leporace, direttore della testata “Il quotidiano della Basilicata” - tra il piacere del cibo e la dilatazione del tempo e su cui si deve puntare per costruire linee concrete di sviluppo. Lodevole in tale senso, secondo il giornalista, l'iniziativa della Provincia che, mettendo in campo questo progetto di salvaguardia della memoria gastronomica, ha dimostrato di essere un ente utile, perché vicino al territorio. La presentazione delle due edizioni del volume è stata, dunque, anche l'occasione per toccare temi cruciali per lo sviluppo locale, quali la gastronomia sostenibile, su cui si è soffermata Enrica Laveglia, esperta in politiche europee di sviluppo rurale, sottolineando l'importanza di una cucina realizzata con prodotti locali che, eliminando il trasporto delle materie prime, determina un risparmio sia economico sia ambientale. Del resto «i prodotti locali - ha più volte ribadito Valicenti nel suo intervento - sono la vera miniera d'oro della gastronomia lucana, invidiata da grandi chef nazionali e internazionali ». Il peperone di Senise, il pulìo - un incrocio tramenta e rosmarino - il fagiolo di Sarconi e una lunga serie di altri alimenti, sono in pratica le “reliquie” da preservare con cura e su cui puntare per realizzare itinerari del gusto, «attualmente esistenti nella nostra regione - come rilevato da Giampiero Perri, direttore dell'Apt - per lo più come esperienze sporadiche». Sfogliando l'Atlante della Tavola si intravede una Basilicata ricca. Anche di sogni. Come quello di uno chef lucano che non aspira a Parigi o ad altre prestigiose capitali dei gourmet, ma a una fondazione delle gastronomie lucane e a un ristorante nel cuore di New York dal nome “Lucania”.
Roberta Senese
regione@luedi.it
da quotidianodellabasilicata.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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