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| Terranova propone modifiche al Piano del Parco |
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11/12/2008 |
| Dopo l'invito rivolto ai comuni, nei mesi scorsi, da parte dell'Ente Parco Nazionale del Pollino, per presentare al più presto eventuali osservazioni alla bozza del nuovo Piano del Parco, il comune di Terranova, ha ritenuto necessario rivedere alcune cose, apportando delle modifiche significative ed estremamente necessarie per continuare le svariate attività, sia agricole sia turistiche, nel proprio territorio. «Abbiamo ritenuto opportuno realizzare questo lavoro soprattutto per evidenziare la reale situazione del nostro territorio, visto che fino ad oggi, coloro che hanno tracciato i confini di zona, evidentemente non lo conoscono quasi per nulla -, ci spiega l'assessore Francesco Riccardi, “siamo intervenuti prima di tutto sulla zonizzazione, vista l'incredibile inclusione attrezzate, della pista di sci di fondo, per non parlare poi della completa mancanza di zone di sviluppo agricolo”. Con questa cartina, realizzata da alcuni tecnici esterni, i quali, in maniera completamente gratuita, si sono prodigati nell'apportare delle modifiche alla tavola quattro, riguardante, “quantomeno abbiamo evidenziato la situazione reale dell'area - afferma Riccardi - riportando tutti i fabbricati esistenti, le strade ed i fondi agricoli”. Il lavoro realizzato, è stato discusso e approvato in Consiglio Comunale, all'unanimità dei presenti. L'augurio dell'amministrazione terranovese e che questo “benedetto” Piano, venga esaminato, corretto ed adottato dall'Ente in maniera definitiva, visto l'incredibile ritardo di ormai quindici lunghi anni, dove si è brancolato nel buio più assoluto. Quindi, mi auguro che il Parco - continua Riccardi - ci inviti al più presto per discutere con gli amministratori degli altri comuni, tutte le altre problematiche e che il lavoro da noi fatto non risulti inutile, rimanendo nascosto in un qualche tiretto.
Stefano Riccardi
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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