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Arbea: braccio di ferro per i pagamenti

10/12/2008



Nicoletti contro Arbea, un braccio di ferro unilaterale che non trova risposta. «E' assurdo - afferma l'avvocato Nicoletti (omonimo dell’agricoltore protagonista del braccio di ferro) con profonda delusione e rammarico - che nemmeno di fronte ad una diffida ad adempiere, l'Arbea muova un passo. Non si sono degnati neanche di rispondere entro i trenta giorni previsti dalla legge». Un problema che prende il via da lontano e che gira intorno alla ormai nota questione delle erogazioni in agricoltura. Ultimo atto, la diffida ad adempiere nei confronti del direttore Arbea Gabriele Di Mauro e del dirigente Ermanno Pennacchio, del dirigente regionale Franco Pesce e del direttore area coordinamento Agea, Giancarlo Nanni, inoltrata dagli avvocati Bruna Nicoletti e Paolo Capitelli in rappresentanza del loro assistito, un trentenne di Craco proprietario di un’azienda agricola. Trenta i giorni adisposizione, a partire dalla ricezione della diffida, prima che Nicoletti proceda con i successivi atti giudiziari ritenendo i tre enti e «ogni funzionario- organo delle medesime, responsabili di ogni danno morale e materiale derivante ai perpetrati ritardi nell'espletamento dei procedimenti relativi alle istanze di aiuto comunitario». Trenta giorni che sono trascorsi ma nessuna risposta, verbale, scritta o operativa è a conoscenza degli avvocati e del signor Nicoletti. Al centro della disputa i mancati pagamenti del ventennale e del biologico, relativi alle annualità 2007-2008- per un ammontare di circa 20.000 euro. Con una prima comunicazione, inviata al difensore civico della Regione Basilicata, l'agricoltore Nicola Nicoletti chiede l'intervento dell'ufficio poiché dichiara «di aver ricevuto solo 400 euro a fronte della maggiore somma spettategli di 20.000 euro, che, a tutt'oggi, non gli è stata liquidata, nonostante la positiva e regolare definizione dell'istruttoria». Ma secondo Arbea le pratiche del signor Nicoletti presentano anomalie e da qui la risposta: «Diversamente per l'annualità 2007, in conseguenza dei ritardi dell'Agea, nel mettere a disposizione il sistema informativo, si è deciso di eseguire pagamenti (con procedura batch) in acconto nella misura del 75% del dovuto» e continua: «Tale domanda presenta però anomalie, tanto che il sistema informatico ha considerato pagabili solo 651,51euro e di questi ne ha liquidato 488,63 euro. Poiché possa conseguire il pagamento dell'intero spettategli occorrerà attendere che questo ufficio esegua i controlli amministrativi e rimuova, se possibile, le anomalie ». Situazione similare anche per la seconda pratica che a causa di anomalie bloccanti non aveva consentito la liquidazione di nessun anticipo. Ma Nicoletti non accetta questa risposta poiché «le anomalie riscontrate non sono mai state comunicate all'interessato, come dovuto ai sensi della legge». Comunicazione che l'Arbea avrebbe rivolto al Caa detentore di apposito mandato da parte del beneficiario. La questione si intensifica poiché secondo quanto dichiarato dall'avvocato Nicoletti, il Caa «avrebbe già operato da quasi un anno per eliminare le anomalie bloccanti ma nessuno ha portato avanti la pratica con gli inevitabili ritardi a carico dell'agricoltore». Un cerchio che chiude la sua prima fase con la diffida ad adempiere entro 30 giorni, diffida che non ha trovato risposta e che vede nell'inevitabile avvertimento dell'avvocato la sua continuità: «sarà adita la competente Autorità Giudiziaria e si riterrà fin d'ora responsabile l'Arbea, la Regione Basilicata, il Dipartimento Agricoltura, l'Agea e ogni funzionario-organo delle medesime, responsabili di ogni danno morale e materiale derivante dai perpetrati ritardi nell'espletamento dei procedimenti». Non resta che attendere le puntate successive di una querelle che non sembra possa trovare breve risoluzione.

Francesca Gresia
Il Quotidiano della Basilicata



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