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| Crisi Regione: IdV e Falotico i nodi da sciogliere |
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10/12/2008 |
| Sarà una settimana di passione per la maggioranza di centrosinistra che governa la Regione. La seconda da quando è iniziata la crisi di giunta. Il presidente della Regione, Vito De Filippo dopo aver sondato i leader dei partiti della maggioranza eletta nel 2005, nei prossimi giorni inizierà la seconda fase degli incontri. Giovedì mattina dovrebbe svolgersi vertice di maggioranza nella sala riunioni al primo piano del palazzo della giunta a via Anzio. Fissato dunque il secondo appuntamento “plenario” per tentare di trovare la soluzione alla crisi di governo regionale. La diplomazia in ogni caso non si è fermata nemmeno durante il fine settimana. La sensazione però, è che prima di definire la nuova squadra di assessori (e al momento non si può escludere che sia un mix di confermati e di volti nuovi) ci siano i nodi interni al Pd da sciogliere. Nel fine settimana c’è stata la Direzione regionale del partito. Sono intervenuti tutti i big democratici e il dibattito è stato serrato. Non sono mancate le critiche. Ci sono state stoccate e “tirate di orecchie” in pubblica piazza. Ma per frizioni interne che vengono da lontano sicuramente non basta un semplice dibattito. Seppur drammatico e franco come mai. Il Pd e i suoi vertici comunque, sembrano non aver fretta di risolvere tutto in fretta questa volta. E’ evidente che le incombenze istituzionali regionali necessitano di una chiusura della crisi in tempi stretti: c’è da approvare il Bilancio e la Finanziaria della Regione. Ma è pur vero che le dimissioni dell’assessore Vincenzo Folino, hanno messo in evidenza quanto le fratture interne al centrosinistra lucano e al Pd stesso fossero profonde. E per trovare il bandolo della matassa e garantire una giunta regionale in grado di governare senza altri traumi fino alla fine della legislatura, non basta certo togliere un assessore e metterne un altro. La consapevolezza poi che il De Filippo bis “con i muscoli”, nato con l’ingresso in giunta dei segretari regionali dei due partiti “promessi sposi” (Roberto Falotico per la Margherita e Vincenzo Folino per i Ds) più il segretario dell’allora Udeur Antonio Potenza insieme ai “materani” Innocenzo Loguercio (Sdi) e Vincenzo Santochirico (Pd) con l’assessore dell’Italia dei valori, Antonio Autilio è caduto proprio per troppa “muscolosità” rende non scontata la soluzione per un De Filippo ter con le stesse caratteristiche di forza. In ogni caso all’interno del Pd la partita sembra sia intorno alla riconferma di Roberto Falotico. Per il governatore, l’assessore all’Agricoltura potrebbe essere riconfermato bilanciando l’uscita di Folino con l’ingresso di Piero Lacorazza nell’esecutivo. Ipotesi che lo stesso Lacorazza non prende nemmeno in considerazione. Questauna difficoltà. L’altra è quella di garantire una buona “materanità”. Alla prossima giunta. E sempre secondo voci democratiche, oltre alla riconferna di Vincenzo Santochirico ci potrebbe essere un ingresso esterno area Chiurazzi - Antezza. Fuori dal Pd, invece, c’è da risolvere la questione Idv. Gli alleati di centro e quelli della sinistra gradirebbero un’uscita dai giochi dell’Idv. Ma da Roma l’alleanza Pd - Di Pietro è considerata strategica per le prossime elezioni.
Salvatore Santoro
Il Quotidiano della Basilicata |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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