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| Oliveto Lucano, scuola inagibile, trasferita elementare e materna |
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6/12/2008 |
| Istituto scolastico chiuso per inagibilità ad Oliveto Lucano. Da martedì i 20 alunni della scuola dell’infanzia e della elementare faranno lezione tra i banchi dell’aula consiliare. L’onda lunga della tragedia di Rivoli, in Piemonte, si estende capillarmente fino ai piccoli comuni dell’interno della Basilicata. La decisione scaturisce dalla perizia di un gruppo di professionisti incaricati dal Comune per valutare la vulnerabilità sismica del plesso di via della Libertà. Per cui il sindaco, Cipriano Garofalo, nel tardo pomeriggio di ieri, ha ordinato la chiusura provvisoria e lo sgombero precauzionale della scuola. Almeno fino alla data di acquisizione ufficiale della necessaria certificazione di idoneità ed agibilità della scuola.
L’edificio fu costruito nel 1963 ed ospitante, attualmente, la scuola dell’infanzia e le classi elementari. In tutto 20 fra bambini ed adolescenti che dal prossimo martedì saranno costretti a fare lezione all’interno della sala consiliare. «Per il momento non c’è altro rimedio – dichiara il primo cittadino – visto e considerato che in paese non si dispone di altre strutture rispondenti a pieno ai requisiti di legge da un punto di vista sismico».
Si tratta, dunque, di una sistemazione temporanea. Più che altro, per fronteggiare l’emergenza. E salvaguardare l’incolumità degli alunni della scuola dell’infanzia e delle elementari, del personale docente e non docente e di tutti i fruitori delle struttura dichiarata inagibile. Struttura che oltre agli ambienti scolastici comprende, nella parte sottostante, anche l’archivio comunale ed il Centro visite del Parco Regionale Naturale di Gallipoli – Cognato e Piccole Dolomiti Lucane. E di più, un parco fotovoltaico sopra impiantato. Tutta una serie di investimenti che ha richiesto, nel tempo, un impegno non indifferente delle casse comunali. E un eventuale abbattimento ne vanificherebbe il tutto. Ma l’Amministrazione comunale non dispera. Cerca, piuttosto, di venirne a capo.
«Già il giorno stesso (10 novembre scorso) dell’acquisizione dell’esito (negativo) circa la verifica di vulnerabilità sismica del plesso – evidenzia il sindaco Garofalo – informavo l’Ufficio di Protezione Civile del Dipartimento regionale Infrastrutture, Opere pubbliche e mobilità, esprimendo tutte le preoccupazioni del caso e chiedendo - nel contempo - un opportuno intervento di riscontro da parte dei funzionari. Non avendo avuto risposta – prosegue Garofalo – il giorno 12, con altra nota, risollecitavo l’intervento richiesto.
Ad oggi, malgrado le esplicite e reiterate richieste, non è ancora pervenuto alcun dovuto e necessario riscontro. Ciò nonostante, ci stiamo adoperando affinché venga innanzitutto garantita la continuità del servizio di istruzione (specie per le elementari, dove è prevista l’effettuazione obbligatoria delle 200 giornate scolastiche) e, non secondariamente, un’appropriata sistemazione in loco, per la quale abbiamo già formulato richiesta di finanziamento allo stesso Ufficio del Dipartimento regionale alle Infrastrutture. Purtroppo – conclude il sindaco che, insieme all’assessore all’Istruzione, Rossella Barbarito, ha incontrato i genitori degli alunni per rendicontarli dei provvedimenti sinora intrapresi - stiamo incontrando notevoli difficoltà».
Copia dell’ordinanza sindacale è stata trasmessa all’Ufficio scolastico regionale e provinciale, a Regione e Prefettura, ad altri enti e istituzioni, alle forze dell’ordine.
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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