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| PdL Basilicata: «si fomalizzino dimissioni di assessori» |
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3/12/2008 |
| I sei consiglieri regionali della Basilicata del Popolo delle libertà – che da ieri occupano ininterrottamente l’aula consiliare per protestare contro la mancata convocazione della seduta del Consiglio – proseguiranno le manifestazioni di protesta e chiedono al presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, di «formalizzare le dimissioni degli assessori regionali, di cui si ha notizia dalla stampa ma non da atti ufficiali». Nicola Pagliuca, Sergio Lapenna, Franco Mattia (Fi verso il Pdl), Antonio Tisci (An), Pasquale Di Lorenzo (gruppo misto-Popolo della libertà) e Michele Napoli (gruppo misto-La Destra) hanno infatti spiegato stamani, a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti, che «De Filippo ha il dovere di comunicare se sono state protocollate le dimissioni della Giunta: siamo certi solo di quelle dell’assessore alle attività produttive, Vincenzo Folino», presentate venerdì scorso. Sullo stesso Folino, gli esponenti del Pdl si sono detti convinti che «le dimissioni nascano non da crisi politiche o economiche, ma dalle prossime nomine nelle Asl e dalle candidature alle elezioni amministrative del 2009».
I sei consiglieri hanno quindi sottolineato che «se ci sarà una ricucitura della crisi politica del centrosinistra, sarà solo apparente e comporterà una lenta agonia della Basilicata, con il segretario regionale della Basilicata del Pd che si smentisce continuamente anche sulle strategie politiche». Gli esponenti del Pdl hanno poi concluso chiedendo «una convocazione del Consiglio prima della data stabilita del 16 dicembre, perchè i problemi della Basilicata non possono aspettare la lotta per le poltrone del centrosinistra».
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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