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| Altobello su situazione politica regionale |
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2/12/2008 |
| L’Ufficio Politico del Partito Democratico, tenutosi ieri, ha svolto un lavoro serio e responsabile, partendo dalla consapevolezza di una situazione che presenta carattere di assoluta straordinarietà. Un lavoro che si è basato sulla relazione del segretario Lacorazza, che condivido pienamente e che ha posto al centro innanzitutto la priorità dei temi che la Basilicata ha di fronte, questioni ed emergenze economiche e sociali che sono molto più importanti della mera semplificazione ad un referendum pro o contro qualcuno.
Anche perché la discussione non ordinaria tenuta ieri parte innanzitutto dalle dimissioni dell’intera Giunta regionale, che accanto al presidente De Filippo ha svolto una importante azione, e soprattutto dalle dimissioni di Folino, a cui tutti si sentono di riconoscere il generoso e intelligente lavoro in un settore che oggi vive la più grave crisi che la nostra regione abbia conosciuto, e dai contenuti della sua lettera.
Tutti vanno dunque ringraziati, anche per il coraggio ed il senso di responsabilità dimostrato con un atto, le dimissioni, che hanno aperto un franco confronto che dovrà trovare sintesi interna al Pd nella riunione della direzione regionale, in cui sarà doveroso ripartire dalla condivisione che la situazione attuale non consente né banalizzazioni né ipotesi che tutto rimanga invariato, rendendo una immediata ripartenza necessaria per costruire un rilancio dell’azione di governo e nuove relazioni politiche per il futuro, con la consapevolezza che ognuno di noi non può che essere a disposizione, ognuno per il proprio ruolo, di un processo di ricostruzione responsabile.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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