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| “Sacro e Profano”, a Potenza mostra fotografica di Domenico Possidente |
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2/12/2008 |
| Dal Battesimo delle Bambole di Barile, al Carnevale di Tricarico, dalla processione della Madonna del Carmine ad Avigliano, alla festa dei Turchi di Potenza. Un viaggio nelle tradizioni più antiche: le feste popolari. E’ questo il messaggio che vuole lanciare Domenico Possidente con la mostra fotografica “Sacro e Profano”, ospitata nella Biblioteca Nazionale di Potenza da venerdì prossimo 5 dicembre fino al 10 gennaio 2009. La mostra patrocinata dall’Apt Basilicata, dal Comune di Avigliano in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Potenza intende mettere in evidenza le tradizioni storico-popolari della Basilicata, creando un ponte tra passato e presente.
Possidente, di Avigliano, appassionato di fotografia da più di quarant’anni dopo l’ultima sua raccolta “Terra Intrigante” dedicata alle geometrie del paesaggio lucano, racconta questa volta le ritualità delle feste e della difficile distinzione tra quelle religiose e pagane. La mostra sarà arricchita anche dall’esposizione di una serie di oggetti realizzati in occasione dei rituali più significativi e da diversi costumi tipici .
Venerdì 5 dicembre nella Biblioteca Nazionale di Potenza, si terrà l’inaugurazione della mostra alla presenza dell’artista e con gli interventi di: Franco Sabia, direttore della Biblioteca Nazionale Domenico Tripaldi, sindaco di Avigliano, Vito Summa, assessore al Bilancio alla Provincia di Potenza, Donato Salvatore, consigliere regionale, Gianpiero Perri, direttore dell’Apt Basilicata Michele Iannuzzi ricercatore di antropologia visuale all’Università degli Studi della Basilicata.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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