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L'addio di Folino rompe i margini degli equilibri regionali

28/11/2008



La lettera di dimissioni era pronta, in busta chiusa, fin da ieri mattina. Ma l’ufficialità della notizia è arrivata solo alle 20, evidentemente dopo vane mediazioni. Dopo un rincorrersi di voci La Siritide aveva contattato Vincenzo Folino alle 19 e 30 circa e la risposta era stata “in questi casi si aspettano comunicazioni ufficiali”.
La comunicazione ufficiale è arrivata mezz’ora dopo.
Le dimissioni del vicepresidente della Giunta Regionale con delega alle Attività Produttive non appaiono solo una vigilia di un singolo cambio di guardia. Sono quello che la stampa definisce “uno strappo troppo forte per non lasciare un segno”.
La crisi industriale lucana investe come un fiume in piena gli equilibri, già precari, della maggioranza di governo. Il Senatore lucano di Italia dei Valori, Felice Belisario, aveva espresso dure critiche nei confronti di Folino, accusandolo (pur senza nominarlo) di gettare confusione sulla crisi industriale in atto. Incomprensioni e dissapori interni che hanno acuito l’impressione di trovarsi in mezzo a quel “fuoco amico” di una maggioranza e di un Partito Democratico incapaci di fare squadra e fratturato all’interno prima che attaccato dall’esterno.
Inutili sono stati i tentativi di rianimare il mordente partitico del dimissionario: ci hanno provato Santochirico, Restaino, Potenza e Lacorazza. Alla fine la busta è stata aperta e divulgata.
Ora staremo a vedere se il mome4nto è buono per un rimpasto, per una singola sostituzione o se sono troppi gli argini sbriciolati dal fiume in piena.
Tutto questo in un momento critico per il governo regionale. In un momento delicato per il Partito Democratico.
Ma soprattutto, in un momento incerto per la Basilicata.

Mariapaola Vergallito
Lasiritide.it


DE FILIPPO: "MOMENTO DELICATO, SERVE RESPONSABILITA'"
Il capogruppo regionale del Pd Erminio Restaino chiede all’IdV di lasciare la giunta e lo accusa di non tener fede al patto di maggioranza. Il segretario lucano del Partito di Di Pietro ribatte dicendo che le difficoltà sono tutte interne al Pd. Due tesi in contrapposizione ma la natura della crisi e lo spazio per la possibile soluzione le abbraccia entrambe. E bisogna fare in fretta sia per i problemi da affrontare sia perché la sensazione è che il tempo possa finire solo per ingarbugliare di più le cose.
Forse, uscendo dalla conferenza Stato-Regioni con volto accigliato, il presidente De Filippo pensa proprio a quello.
“Abbiamo la responsabilità di guidare la regione in questo momento difficile- dice a chi gli chiede delle dimissioni- bisogna far di tutto per far prevalere la responsabilità propria delle istituzioni e farsi carico dell’interesse delle popolazioni”.
Cosa succederà nei prossimi giorni? La risposta non arriva. De Filippo sorride, saluta e se ne va.
Ma è probabile che, alla luce di quel richiamato “senso di responsabilità” le dimissioni del suo vice possano essere respinte.
Per il resto la situazione è passibile di evoluzioni minuto per minuto. Anche perché l’azione del presidente, questa volta, non potrà contare su quella forte “cabina di regia” che da sempre è stata rappresentata dal partito di maggioranza.
Perché il Pd del giovane segretario Piero Lacorazza questa volta si trova in una situazione particolare: un assessore, l’ex segretario della Margherita Roberto falotico, che non partecipa più alla vita di partito da 4 o 5 mesi; lo stesso presidente De Filippo che, dopo un “malinteso” col suo predecessore Bubbico aveva annunciato di non voler più prendere parte alle iniziative di partito, anche se poi va detto che il chiarimento tra De Filippo, Bubbico e il Pd c’è stato. E a questo si aggiungono anche le dichiarazioni di Folino nella sua lettera di addio, che bacchettano a destra e a manca la capacità progettuale della politica, la litigiosità della coalizione, l’efficacia dell’azione dell’esecutivo.(…)

Tratto da un articolo di Giovani Rivelli
La Gazzetta del Mezzogiorno




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