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| Castronuovo: pellegrinaggio a Napoli per l'Avellino. Premiate le scuole |
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27/11/2008 |
| Domenica 16 novembre, come ogni anno, un centinaio di castronovesi sono giunti in pellegrinaggio a Napoli, nella Basilica di San Paolo Maggiore, nel luogo dove sono conservate le spoglie di sant’Andrea Avellino.
La comunità castronovese era rappresentata dal sindaco Antonio Bulfaro, dal vice-sindaco Mariaolimpia Graziano, dal parroco don Domenico Martino, dal presidente della pro-loco Romeo Graziano.
Alle 11, dopo aver adornata la cappella con fiori e aver pregato davanti alle spoglie del Santo, i pellegrini, a cui si sono aggiunti altri castronovesi che vivono in Campania, hanno preso parte alla concelebrazione eucaristica, presieduta da padre Carmine Mazza, alla quale ha partecipato don Domenico.
Durante l’offertorio, il Sindaco, a nome dell’Amministrazione comunale, in rappresentanza della comunità lucana, ha donato, per sant’Andrea Avellino, un artistico calice d’argento in ricordo del IV centenario del suo transito al Cielo.
Il calice è stato consacrato durante la funzione religiosa.
Durante l’omelia, padre Carmine ha parlato del Santo e del forte legame esistente tra i teatini e la comunità castronovese.
A conclusione della celebrazione, come ormai di consueto, Aldo Bulfaro ha voluto fare alcune sue riflessioni sul significato del loro pellegrinaggio e ha ringraziato i teatini per il loro lavoro finalizzato alla diffusione del pensiero del Santo.
Infine, padre Carmine ha donato a don Domenico dei paramenti sacerdotali su cui sono riprodotte delle immagini del Santo.
In seguito, i castronovesi hanno visitato la stanza dove visse sant’Andrea Avellino e, dopo una colazione a sacco, nel cortile del convento, si sono recati al Santuario di Pompei, per poi ritornare nel piccolo centro lucano.
Al termine della concelebrazione eucaristica tenutasi nella Basilica napoletana di San Paolo Maggiore, c’è stata la cerimonia di premiazione del II concorso su sant’Andrea Avellino, indetto dalla Curia Generalizia dei Chierici Regolari Teatini – Roma; dal Preposito della Basilica di San Paolo Maggiore – Napoli e dal portale www.santandreaavellino.it.
Nicola Arbia ha premiato, consegnando a tutti una pergamena e dei libri:
la Scuola Media sant’Andrea Avellino di Tursi (MT), che ha ricevuto il 3° premio, per aver presentato dei disegni, delle composizioni e delle ricerche sul Santo
l’Associazione culturale LiberaMente di Castronuovo di Sant’Andrea (PZ), che ha ricevuto il 2° premio ex aequo, per aver presentato un lavoro multimediale sulle processioni del Santo
Saveria Parentela di Napoli, che ha ricevuto il 2° premio ex aequo, per aver presentato un’interpretazione del Santo con un dipinto realizzato su un blocco di lapillo
Scuola Primaria Senatro La Cava di Castronuovo di Sant’Andrea (PZ), che ha ricevuto il 1° premio, per aver presentato un’interpretazione della giovinezza del Santo con una recitazione teatrale.
Lunedì 17 novembre, alle ore 17, nella Sala conferenze del Museo Diocesano di Piazza Armerina (EN), è stato presentato il restauro di un quadro dedicato a sant’Andrea Avellino, durante un convegno intitolato S. Andrea Avellino, un quadro e un santo ritrovati.
La presentazione è avvenuta proprio l’ultimo giorno dell’ottavario dei festeggiamenti per la ricorrenza del IV centenario del transito al Cielo del Santo.
Erano presenti S. E. Mons. Michele Pennisi e il prof. Fausto Carmelo Nigrelli, sindaco di Piazza Armerina, che hanno salutato gli oratori e i numerosi partecipanti.
“L’incontro di oggi ci aiuta a fare memoria della presenza dei Teatini a Piazza e dell’influsso che essi hanno avuto nella storia religiosa , culturale, artistica e civile di questa città. Della presenza dei Teatini – ha detto S.E. Mons. Pennisi – è rimasto un ricordo storico grazie agli studio del generale Litterio Villari, mentre la devozione ai santi teatini è scemata fino quasi a scomparire.”
“Ho voluto dare un segnale sulla necessità di procedere sistematicamente al restauro delle opere d’arte della città, dice il prof. Nigrelli. Il restauro di questo quadro è importante per una serie di motivi. Sant’Andrea d’Avellino è il secondo santo protettore di Piazza. Riscoprire la sua figura significa anche ricostruire la nostra identità di cittadini piazzesi. Poi – continua il sindaco – nel dipinto restaurato è presente la seconda più antica visione della città risalente al 1625. Spero – conclude Nigrelli - di finanziare il prossimo anno un altro restauro. Quello del quadro dei Cappuccini realizzato da Paolo Piazza, un artista che si muoveva tra Roma ed il Veneto nei primi del 600”.
Il Vescovo, S. E. Michele Pennisi, si augura che il restauro del quadro possa far accrescere la devozione verso il Santo. “Fino a quando c’erano i padri Teatini – dice S. E. Pennisi – la devozione verso Sant’Andrea d’Avellino e San Gaetano era forte. Poi i Teatini sono andati via e la Chiesa è stata chiusa. Ci auguriamo che anche la chiesa dei Teatini possa tornare ad essere adibita al culto ed affidata alla diocesi”.
Dopo i saluti, hanno invitato la direttrice della Casa circondariale di Piazza Armerina, dottoressa Gabriella Di Franco, responsabile del progetto di reinserimento che utilizza la pittura, e me, a scoprire la bella tela restaurata e renderla fruibile al pubblico.
Quindi, dopo una mia breve relazione sull’evento, hanno parlato:
Salvatore Attardo – Preposito della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini di Palermo
L’Ordine dei Teatini e la sua presenza in Sicilia
Marco Rosario Nobile – Università di Palermo
L’architettura dei Teatini in Sicilia
Filippo Acquachiara – Università Popolare del Tempo Libero “I. Nigrelli” di Piazza Armerina
I Teatini a Piazza
Gioacchino Barbera – Museo Regionale di Messina
Considerazioni sul dipinto ritrovato
L’ultimo intervento è stato quello di padre Gaetano Rossell, C. R., Segretario e Procuratore Generale dei Chierici Regolari Teatini, che, dopo aver ringraziato il Vescovo e il Sindaco per l’invito rivoltogli, ha voluto rendere omaggio alla terra dei Saetta, famiglia alla quale appartenevano due fratelli: Gaetano (teatino) e Saverio (gesuita).
Padre Gaetano evidenzia che proprio grazie a Saverio, missionario nel Messico, e qui assassinato dai Pima nel 1695, per cui i gesuiti gli diedero il titolo di martire, oggi sappiamo qualcosa della devozione a San Gaetano in quelle vastissime terre della Nuova Spagna.
Inoltre, mette in luce che questo evento gli consente di venerare il Santo di Castronuovo di Potenza (Basilicata), nella terra di Piazza Armerina che lo elesse suo Patrono sin dal 1626, prima che il Papa Urbano VIII proibisse di eleggere santi non ancora canonizzati come patroni di un luogo.
Durante il suo intervento ha voluto anche ricordare il padre Emanuele Calascibetta, autore della prima biografia in lingua spagnuola di San Gaetano.
Alla fine, dopo che l’arch. Giuseppe Incaglio ha presentato il catalogo della mostra Recuperi e restituzioni – Acquisizioni e restauri nella Diocesi di Piazza Armerina, è stato proiettato il documentario Sant’Andrea Avellino da me realizzato.
Durante la permanenza a Piazza Armerina è stato possibile visitare i luoghi teatini e le opere provenienti dalla chiesa teatina di S. Lorenzo, attualmente chiusa e in attesa di essere restaurata. Guida particolare è stato Mons. Giuseppe Paci, direttore del Museo Diocesano di Piazza Armerina, che ha permesso una particolareggiata visita alle opere presenti nel museo, provenienti sia da recuperi effettuati dal Comando Operativo di Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Palermo sia da restauri.
Inoltre, è stato possibile, con la collaborazione di Angelo Mela, direttore della Biblioteca Comunale di Piazza Armerina, visitare la biblioteca e poter vedere e studiare la lapide su pietra, del 1732, che ricorda come sant’Andrea Avellino fu eletto patrono delle due Sicilie.
Sono stati creati i presupposti per una collaborazione reciproca finalizzata a conoscere quei tasselli di storia legati al culto del Santo Teatino.
Con tutti i piazzesi si è creato, da subito, un ottimo rapporto, forse nel segno di sant’Andrea Avellino ritrovato.
resoconto di
Nicola Arbia
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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