|
| Tasse pagate ma arriva la cartella esattoriale |
|---|
25/11/2008 |
| Quando la tassa per i rifiuti solidi urbani diventa un incubo. E' così che numerosi cittadini di San Chirico Raparo sono alle prese con delle cartelle esattoriali che richiedono il pagamento della tassa inerente l'anno 2005. Peccato che la maggior parte delle vittime ha già versato quanto corrisposto. Non è uno scherzo e con l'agenzia di riscossione dei tributi non si può giocare, né tanto meno far finta di niente. Tutto incomincia con una cordiale visita della postina e la consegna di una raccomandata. La busta non è rassicurante, tutti conoscono la riscossione dei tributi. Il peggio però arriva quando aprendo la busta, emergono i bollettini con la striscia blu che indicano la cifra da pagare e una scadenza. Un dettaglio degli addebiti illustra il numero di ruolo della cartella e la sua iscrizione. A questo punto non resta che rovistare nelle vecchie ricevute, sperando che la bolletta, a suo tempo, sia stata pagata. Con grande sollievo, molte cifre sono già state versate e allora che fare? Dubbio amletico, è necessario infatti procedere al ricorso altrimenti si può rischiare il peggio. Per fortuna la voce si diffonde in paese e anche gli anziani sono allertati del pericolo. Gli ultimi a ricevere la raccomandata sono prevenuti, ma il risultato non cambia perché è necessario agire. Il ricorso sembra l'unica soluzione, seppure non è piacevole dover perdere tempo dietro ad una burocrazia inutile, considerato che la tassa per i rifiuti solidi urbani è già stata pagata. In attesa di conoscere la fine di questa infelice avventura, un solo interrogativo serpeggia nel paese: Com'è possibile che i cittadini ricevano una cartella esattoriale inerente il pagamento di una tassa già versata al comune? Come può un anziano, magari analfabeta, difendersi nuovamente ed evitare di pagare, soprattutto in questo periodo di crisi, una bolletta che ha già saldato?
Francesca Gresia
Il Quotidiano di Basilicata |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |