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| Biodiversità: valorizzare le popolazioni avicole locali |
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24/11/2008 |
| Continua ad aumentare l'interesse per il recupero e la valorizzazione delle "biodiversità" a rischio estinzione da parte degli operatori lucani. Il "seme" che l'ALSIA ha distribuito nei mesi scorsi con i seminari sulla zootecnia biologica inizia a germinare. Tra gli argomenti affrontati, nell'ottica della diversificazione del reddito aziendale e del ruolo sempre più riconosciuto della multifunzionalità dell'azienda agricola, vi era anche l'esempio del recupero e della valorizzazione di popolazioni avicole tipiche del territorio lucano. La razza locale più interessante, a giudizio di Maurizio Arduin relatore nei seminari ALSIA, è quella della "gallina mediterranea", salvata dall'estinzione dagli emigranti lucani che portarono nelle loro nuove sedi alcuni esemplari di questo animale.
Adesso il Comune di Bella, con l'assistenza tecnica dell'Associazione Provinciale Allevatori di Potenza e Matera ed il consueto lavoro di divulgazione delle Aziende Agricole Sperimentali Dimostrative ALSIA, promuove, con incontri, seminari e visite aziendali, il recupero della "Gallina Mediterranea" popolazione avicola locale diffusa nelle aie lucane tra il 1926 e 1938, selezionata e diffusa dal Pollaio Provinciale di Bella.
Scopo dell'iniziativa è reintrodurre questa popolazione avicola locale che un tempo affollava le aie e i cortili dei poderi lucani e che oggi è allevata per scopo ornamentale da alcuni pollicoltori amatoriali fuori regione, favorendo così la biodiversità addomesticata promossa da regolamenti comunitari, leggi nazionali e regionali. (In allegato: modello per la manifestazione di interesse)
Repertorio delle aziende biologiche licenziatarie 2008: disponibile anche il formato cartaceo
Sono 976 le aziende lucane che hanno commercializzato prodotti "da agricoltura biologica". Il dato emerge da un'indagine - riferita al 31 dicembre 2007 - svolta dall'Alsia, in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura, sui "licenziatari", ovvero sulle aziende che hanno ottenuto dagli Organismi di Controllo (OdC) "la licenza" a vendere i propri prodotti, qualificandoli ufficialmente come "biologici".
Si tratta di uno dei primi tentativi in Italia di analisi dello stato della commercializzazione a livello della singola azienda agricola.
I dati forniti dagli OdC sono stati elaborati e confrontati con quelli dell'Albo Regionale dei Produttori Biologici. Delle 5.500 aziende iscritte all'Albo, 4.752 hanno completato il periodo di conversione e quindi potenzialmente licenziatarie. Di queste il 20,5% commercializza prodotti certificati biologici: una media leggermente superiore al dato nazionale che, da stime non ufficiali, si aggira sul 15-18%.
Questi dati sono stati raccolti in una pubblicazione di facile consultazione per gli operatori del settore. Essa raccoglie i contatti delle aziende divise per zone geografiche, OdC e per prodotti.
Il materiale è disponibile on line nella sezione documentazione del canale Agricoltura Biologica del portale dei Servizi di Sviluppo Agricolo www.ssabasilicata.it Per gli operatori del settore è possibile richiedere il formato cartaceo presso le sedi Alsia oppure all'ufficio Ufficio Qualità e Servizi del Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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