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| Cgil, da 4 a 8 ore lo sciopero generale del 12 Dicembre |
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22/11/2008 |
| Si è tenuto, nella sede regionale della CGIL Basilicata, l’incontro di tutti i segretari di categoria per discutere e stabilire le modalità organizzative dello sciopero generale di 4 ore indetto dalla segretaria nazionale Cgil per il 12 dicembre 2008.
“Nel corso dell’incontro – si lege in un comunicato stampa - è stato discussa la necessità di dare un segnale forte per far fronte al malessere diffuso nel paese, portando l’astensione dal lavoro da 4 a 8 ore. La manifestazione di dissenso nei confronti della politica del governo nazionale sarà organizzata a livello provinciale, in modo da stabilire un contatto il più stretto possibile con le realtà del territorio dove la crisi e' avvertita con maggiore intensità. La preparazione dello sciopero a sostegno della piattaforma, definita come un vero e proprio piano anticrisi, vuole e deve essere un momento di riflessione e proposta che si incardina in 6 punti essenziali: Sostegno all’occupazione; Sostegno al reddito; Sostegno agli investimenti e politica industriale; Investimenti pubblici; Welfare e rafforzamento della coesione sociale; Immigrazione.
Dare priorità all’occupazione, al sostegno ai redditi da lavoro e da pensione e agli investimenti di qualità: questo è il cuore della strategia proposta dalla CGIL che punta a dare una risposta alla gravità dei problemi dell’oggi, mentre costruisce un progetto per il futuro. Per questo la CGIL intende approfondire le proposte anche con gli altri sindacati, valutarle contemporaneamente attraverso una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro e sul territorio che abbia come interlocutori oltre che i lavoratori, i pensionati e gli studenti anche le forze sociali e politiche in modo da aprire una fase di iniziative e mobilitazioni affinché i drammatici problemi che investono l’Italia e le persone diventino finalmente una priorità condivisa”.
Per la Cgil “bisogna impedire che i costi della crisi vengano pagati dai lavoratori, dai pensionati, dai precari e, in generale, dalle famiglie a reddito medio e basso. È tempo di invertire l’attuale iniqua redistribuzione della ricchezza. Il piano di destabilizzazione organizzato dal governo e volto a distruggere l’insieme dei diritti conquistati con anni di lotte e di lavoro sindacale duro, deve essere fronteggiato con una azione forte e propulsiva che ponga le basi per una definizione concertata delle politiche di sviluppo dei territori e del paese”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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