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All'Apt lucano «fioccano» consulenze

20/11/2008



Ben 24mila euro per realizzare, in meno di due mesi, uno «studio preliminare di fattibilità per un format spettacolare e culturale ispirato alla valorizzazione dell’acqua da realizzarsi sulla diga di Senise». È uno degli incarichi di consulenza di recente attribuiti dall’Apt Basilicata ad «esperti » di varia natura. Tredici incarichi, per un ammontare di 256 mila euro circa, con importi, come visibile al lato, che hanno dai 14 ai 29mila euro e durate che vanno dai due mesi scarsi all’anno. E i pagamenti, manco a dirlo, sembrano quasi inversamente proporzionali alla durata del lavoro. Consulenze, consulenze, beate consulenze. Per qualcuno il modo di sopperire alla mancanza di lavoro, per qualche altro il modo di aggiungere corposo incarico a corposo incarico precedente.

Ma a scorrere l’elenco dei nomi ci si rende conto come quelle «prestazioni occasionali» (almeno così dichiarate) sono in realtà rapporti di lavoro abituali, che si ripetono nel tempo. A volte, ad un nome che ritorna corrisponde un importo identico a quello precedente e una durata dell’incarico analoga, ma cambia l’oggetto della prestazione. Insomma, ci sono persone in grado di fornire consulenze diverse e si fa ricorso sempre a questi. Così, chi l’anno prima aveva avuto l’incarico di fare «l’assistenza giuridica alla preparazione del piano turistico regionale» ora si ritrova a fare «attività di verifica e validazione delle procedure amministrative delle specifiche azioni previste dalla misura e dalla coerenza con le disposizioni normative regionali, nazionali e comunitarie », chi in precedenza si occupava di «supporto all’attività di valutazione e definizione delle attività di prom o-commercializzazione dell’offerta turistica anno 2007/2008» si ritrova ora a fare «Analisi delle risorse territoriali e le attività di interfaccia con gli attori del sistema locale».

Incarichi che, i più, avranno difficoltà a capire in cosa si sostanziano ma che fanno parte di progetti ben determinati per cui la struttura, che conta di una quindicina di dipendenti propri, in una sola «infornata » butta dentro 13 consulenti. Così nel numero c’è chi si occupa di comunicazione del «bando eventi», chi di comunicazione del «progetto speciale Val d’Agri» e chi di pubbliche relazioni del progetto Senise, chi del piano editoriale del Por, chi della pianificazione media del por stesso. E chi si occupa del marketing del Por è persona diversa di chi si occupa del marketing della promozione della Val d’Agri è persona diversa (ma sempre convenzionata) di chi si occupa del marketing del Por. Come nel Gruppo Fiat, per fare un esempio, con i suoi settori marketing divisi per Alfa, Lancia e Fiat stessa. Compiti ben individuati, insomma, ciascuno sulla propria specificità al punto che un gruppo lavora sulla promozione di Senise, l’altro sulla promozione della Val d’Agri.

L’obiettivo ambizioso, insomma, è quello di fare di ciascuno di questi territori una peculiarità, quasi contraddicendo le indicazioni di chi dice che le pianificazioni di promozione territoriale (e turistica) debbano essere fatte su livelli più ampi, spesso anche sovraregionali. E se già nel Melfese c’è chi ha fatica a distinguere le peculiarità di Senisese e Val d’Agri, ora ci sarà un manipolo di esperti pronti ad affarmare queste diversità a livello nazionale ed internazion ale. Impegni chiesti per affrontare i nuovi compiti dell’Apt , passata, dallo scorso luglio, dall’essere Azienda di promozione turistica ad azienda di promozione del territorio. Compiti nuovi da affrontare, in diversi casi, con collaboratori già conosciuti e col «consolidato» sistema delle consulenze.


PERRI: "IN AGENZIA NON HO QUELLE PROFESSIONALITA'"

«La verità è che dovremmo avere in organico 30/32 persone, ne abbiamo la metà e allora dobbiamo andare avanti a consulenze. Io ho chiesto di fare i concorsi e li vorrei fare per maggio. Sempre se la Regione mi dà i soldi».
Giampiero Perri, commissario dell’Apt non fa mistero che la situazione è una classica «pezza» per rimediare ad altri problemi. Ma questo personale sostituisce quello interno? «Io ho una vecchio struttura di quando l’Apt faceva essenzialmente rendicontazione. Ho ragionieri due laureate che sono in maternità, un leureato a Potenza e uno a Matera. Non ho addetti alla Comunicazione e al marketing ».

Così li prende fuori, per i progetti, ma, diciamo, è un espediente.. «Noi li prendiamo per i progetti, poi è chiaro che si lavora con elasticità su ciò di cui c’è bisogno all’internod ella struttura».
E come li selezionate? «Gli uffici fanno una selezione dei curricula arrivati e mi sottopongono una terna all’interno della quale io scelgo ».

Ma come, gli uffici non hanno le competenze per fare ma hanno quelle per selezionare chi è bravo a fare? «Sì, loro vedono chi ha quelle esperienze nei curriculum».
Anche per chi è in grado di fare un «format spettacolare e culturale sulla valorizzazione dell’acqua»? «Certo! Vedono chi ha partecipato alla realizzazione di grandi eventi in passato».

E poi ci sono quelle persone che negli anni lavorano prima con un compito, poi con un altro.... «Ma ad esempio c’è chi prima ha fatto il piano editoriale e poi ne cura l’applicazione e la rimodulazione. Poi è chiaro che qualcuno segue anche più compiti rispetto a quelli che gli sono assegnati, perchè siamo meno di quanti dovremmo. Se ci fanno fare i concorsi risolveremo».
Ma così si spende di più o di meno? «Sicuramente di meno. I consulenti costano esattamente quello che prendono più la sola iva. Assunti costerebbero sicuramente di più».

Giovanni Rivelli
La Gazzetta del Mezzogiorno

nella foto Gianpiero Perri




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