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Spettro della chiusura sul Cara

19/11/2008



Verso la chiusura il Centro di accoglienza dei richiedenti asilo (Cara) di Policoro? Potrebbe essere questione di mesi. Soprattutto se si considera il fatto che ieri mattina ottanta immigrati sono stati, su decisione del ministero degli Interni come ci ha spiegato la dottoressa Emilia Capolongo della Prefettura di Matera, accompagnati a Bari (destinazione precedente provenienti da Lampedusa) da dove dovranno raggiungere altre destinazioni nei prossimi giorni. Ora all'interno dell'ostello della gioventù sono rimasti solamente centosette immigrati in attesa che l'iter in corso per la definizione dello status di rifugiato politico o meno venga ultimato. Per i rifugiati politici che ieri hanno lasciato Policoro la “pratica” si è quindi conclusa. Infatti i rifugiati che sono partiti ieri erano coloro i quali sono arrivati lo scorso 16 settembre, ragion per cui trascorsi due mesi la loro posizione ha potuto prendere una schiarita. Differente è invece la situazione degli ospiti arrivati soltanto lo scorso 8 ottobre, per i quali oggettivamente non vi sono stati i tempi sufficienti per poter esaminare la loro richiesta. Una volta terminato l'iter dei restanti richiedenti asilo il Cara della cittadina jonica dovrebbe essere di fatto chiuso. Anche perché non dovrebbero esserci nuovi arrivi via mare in considerazione del fatto che le condizioni climatiche ormai impediscono nuove traversate nelle acque del Mediterraneo e di conseguenza nuovi sbarchi sulle coste siciliane. Ma al di là di ciò, appare quantomeno singolare che il deflusso dei rifugiati nella struttura di via Lido, sia giunto il giorno dopo della diffusione della notizia che la cooperativa sociale “Auxilium” sia indagata dalla magistratura poiché avrebbe ottenuto l'incarico dal Viminale per la gestione del Cara di Policoro, prima di aver presentato la certificazione necessaria che ne comprovasse i requisiti. Per queste ragioni due mesi fa, stando a quello che è trapelato, è nata un'inchiesta (che si è avvalsa dell'ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali) per far luce su alcuni appalti ottenuti dal gruppo “La Cascina” di cui Auxilium fa parte. Le indagini e gli accertamenti sono condotte dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico). I responsabili dell'azienda avrebbero - stando all'accusa - fatto pesare non solo i propri rapporti con funzionari ministeriali, ma anche i legami con alcuni politici che avrebbero sponsorizzato la richiesta di entrare nell'affare. Chi sarebbe lo sponsor? E' innegabile che il primo pensiero va al senatore Cosimo Latronico (Forza Italia per il Pdl), di Nova Siri, vicino a “La Cascina” non solo perché questa ruota nell'orbita del movimento religioso Comunione e Liberazione, ma perché, anche se non è una prova, il fresco componente della Commissione bicamerale antimafia, negli anni in cui aveva interrotto l'attività politica elettiva (dal 2000 - 2005), era stato un dipendente qualificato del gruppo cooperativistico in questione.

senza firma
Il Quotidiano della Basilicata
19-11-2008



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