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| A San Severino Lucano, domani spettacolo teatrale “il testamento dell’albero” |
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19/11/2008 |
| Con lo spettacolo teatrale “Il testamento dell’albero” San Severino Lucano, domani (20 novembre) saluterà gli studenti e i rappresentanti istituzionali delle quattro aree protette della Sicilia.
L’ultima giornata sarà caratterizzata dalla visita alla Riserva Naturale Orientata del Torrente Peschiera ed escursione nella faggeta del Bosco Magnano. Visita al recinto faunistico del Cervo, nel pomeriggio andranno a San Paolo Albanese per la visita al Museo della Cultura arbëreshë.
Alle 20.30 lo Spettacolo “Il testamento dell’albero”liberamente tratto da “L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI di J. Giono.
Lo Spettacolo della durata di 70 minuti circa (atto unico) con tre voci narranti e musica registrata dal vivo racconta di una storia d’amore e di amicizia. Un amore pressoché impossibile, un’amicizia che ha dell’incredibile... Tutto questo per affrontare, in maniera inusuale, il tema dell’educazione ambientale, ben consapevoli che chi non è in grado di vivere una relazione intima con la natura, difficilmente saprà farlo con gli altri esseri umani.
Oggi pomeriggio (19 novembre) nel centro visite si parlerà de “Le aree protette della Basilicata e della Sicilia per la tutela della biodiversità”
I lavori della tavola rotonda, coordinati da Bruno Niola di Cea Pollino Basilicata, saranno introdotti dal sindaco di San Severino Lucano Franco Fiore, parteciperanno rappresentanti istituzionali del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, dell’INfea Basilicata e Sicilia, dell’Arpa Sicilia, di WWF Italia, dei Parchi regionali dell’Etna, dei Nebrodi e delle Madonie, del Parco Fluviale dell’Alcantara, del CEA Serra Guarnirei e dell’associazione onlus Gaia-mente, concluderanno i lavori Giampiero Perri dell’Apt Basilicata, Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino e l’assessore all’ambiente della regione Basilicata Vincenzo Santochirico.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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