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| Storia di un imprenditore, storia di un paradosso |
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13/11/2008 |
| “Qui si produce ma viviamo come nel terzo mondo”. Cronistoria di un paradosso. Tutto accade a Francavilla, da cui proprio ieri è arrivata la notizia della riprogrammazione dei fondi regionali (6 milioni di euro) per l’ampliamento dell’area artigianale-industriale. Una chimera produttiva che, però, attende da un ventennio di partire. Domenico Giangrieco è un imprenditore che nel comune sinnico ha deciso di restare per creare e far crescere la propria attività, che oggi ha un fatturato che annualmente cresce del 30 per cento. Tutto con la sicurezza, diventata poi speranza, di vedere ultimata l’area artigianale, nella quale ha già comprato un lotto, pagato 54mila euro. Oggi Giangrieco ha 48 anni; quando ne aveva appena 23, all’inizio degli anni Ottanta, era pronto, diploma in tasca, a fare le valigie ed emigrare. “Il sindaco di allora- dice - mi convinse a restare perché di lì a breve avrebbero costruito l’area artigianale. Era il dicembre del 1983 ed io, in tutta fretta, decisi di iscrivermi alla Camera di Commercio proprio per avere la possibilità di chiedere un lotto. Ero pieno di speranza, ma mi veniva detto che l’area sarebbe stata ultimata in pochi mesi. I mesi sono diventati anni, poi decenni”. L’attività del signor Giangrieco è nata a ridosso della Statale Sinnica, in un capannone nel terreno di famiglia, che l’impresa che ha realizzato l’arteria negli anni Settanta aveva affittato. Ultimati i lavori, il cantiere era stato smantellato e il padre di Domenico aveva utilizzato una piccola parte del capannone rimasto ancora in piedi per uso agricolo. Con gli anni è nata l’attività imprenditoriale di Giangrieco, che aspetta da sempre di poter ubicare la propria produzione in un sito idoneo. Ma, nonostante le promesse e nonostante l’impegno del presidente Bubbico e lo stanziamento di nuovi fondi per l’area, nulla è cambiato “Nel 2006- racconta con rammarico- ho cercato di rivolgermi altrove. A Calvera, Fardella, Episcopia, Sant’Arcangelo, Senise ma da noi o ci sono le aree senza servizi o le occupazioni fantasma oppure le urbanizzazioni abusive. Addirittura a Lauria ero persino riuscito quasi ad acquistare il terreno ma, alla fine, non mi è stata rilasciata la licenza edilizia. Altri soldi persi”. Giangrieco ha ripreso la valigia lasciata vuota nell’83 e negli ultimi anni è riuscito a ritagliarsi spazi importanti in Germania e in Romania. Ed ha fondato un’associazione che raggruppa gli artigiani francavillesi (finora conta circa 100 iscritti) di cui è presidente e con la quale nel 2004 ha organizzato una protesta pacifica per denunciare il paradosso. “Perché- dice con forza Giangrieco- non è giusto negare la legalità a chi vuole lavorare”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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