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| Intesa per lo sviluppo del Pollino, s'insedia il Comitato Istituzionale |
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5/11/2008 |
| | ROTONDA (PZ) - 5 NOVEMBRE 2008 - Lunedì 10 novembre, alle ore 10,30, a Castrovillari (CS), presso la sede della Comunità del Parco (Palazzo Gallo - corso Garibaldi), s'insedierà il Comitato Istituzionale previsto dal Protocollo d'Intesa per nuove politiche di sviluppo territoriale nell'area del Parco Nazionale del Pollino siglato il 27 settembre scorso a Piano Ruggio di Viggianello (PZ). Il Comitato Istituzionale, al quale parteciperanno il governatore della Regione Calabria, Agazio Loiero, quello della Regione Basilicata, Vito De Filippo, i presidenti delle Province di Potenza, Sabino Altobello, di Matera, Carmine Nigro, di Cosenza, Gerardo Mario Oliverio, il presidente dell'Ente Parco, Domenico Pappaterra e quello della Comunità del Parco, Sandro Berardone, è previsto all'articolo 7 dell'Intesa. I presidenti delle Regioni, delle Province, del Parco e della Comunità del Parco, sono membri del Comitato che è presieduto e coordinato dal Presidente dell'Ente Parco. All'ordine del giorno della riunione oltre all'insediamento è prevista l'individuazione di soggetti tecnici in rappresentanza di ognuna delle istituzioni firmatarie del protocollo; l'individuazione dei soggetti del partenariato economico e sociale di cui all'art. 8 del protocollo d'intesa; l'individuazione del comitato scientifico di cui all'art. 9 del protocollo d'intesa; l'individuazione della metodologia al fine della realizzazione della progettualità sul Parco del Pollino. Pensato per "conferire stabilità istituzionale" al Protocollo, stabilità ritenuta "necessaria per il perseguimento degli obiettivi" il "Comitato Istituzionale" si propone di essere "la sede di confronto, approfondimento, elaborazione e coordinamento delle iniziative e progetti comuni, indirizzati alla promozione dello sviluppo economico e sociale sostenibile del territorio del Parco Nazionale del Pollino". Il Comitato, in pratica, definirà gli indirizzi del disegno di sviluppo del territorio, che dovranno, a loro volta, essere condivisi con il Partenariato economico-sociale (Sindacati, Organizzazioni professionali, Imprenditori, Associazioni). L'obiettivo è pervenire al Piano Strategico, un piano che "identifichi linee di intervento e modalità attuative utili al perseguimento degli obiettivi generali e specifici del Protocollo d'Intesa nell'ambito di un disegno generale di sviluppo dell'area del Parco del Pollino. L'intesa si propone di candidare il territorio del Parco nel suo complesso ad ottenere i fondi strutturali dell'Unione Europea nell'ambito della Programmazione comunitaria 2007-2013 al fine di conseguire gli obiettivi della conservazione e della valorizzazione ai quali l'Ente Parco deve tendere. Gli strumenti della Programmazione che si pensa di utilizzare sono: il Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS) soprattutto in riferimento alla "Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l'attratività e lo sviluppo". I Programmi Operativi Regionali (POR) del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo Sociale Europeo (FSE). I Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) del FEARS. I Programmi Operativi Interregionali Nazionali cofinanziati dal FESR (POIN) "Energie rinnovabili e risparmio energetico" e "Attrattori culturali, naturali e turismo" delle Regioni del Mezzogiorno. In riferimento al Quadro Strategico Nazionale per la Politica Regionale di Sviluppo 2007-2013 (QSN) il Parco, in sinergia con le Amministrazioni locali e gli attori sociali ed economici, punta, quindi, alla tutela della biodiversità e del paesaggio e alla relativa valorizzazione del territorio come risorsa per lo sviluppo. L'Intesa con le Regioni e le Province si propone il fine ultimo di creare le condizioni per il miglioramento della qualità della vita e della qualità ambientale e per lo sviluppo territoriale economico, sociale e culturale dell'area del Parco. E per fare tutto ci adotta un nuovo modello di governance interistituzionale la cui riunione di venerdì è il primo, ufficiale, passo. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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