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| Al Sicileo un centro di Conservazione delle Biodiversità del Pollino |
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4/11/2008 |
| Utilizzare un contenitore di biodiversità già esistente nel Pollino, il vivaio Sicileo, per creare un centro che valorizzi, tuteli e conservi le specie autoctone dell’area protetta.
Tutto questo con una predilezione particolare verso la didattica ambientale e verso il mondo della scuola, fondamentale interlocutore per garantire una maggiore consapevolezza delle risorse presenti nel territorio. Se ne è discusso in un convegno presso la Comunità Montana Alto Sinni, al quale hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale all’Ambiente e al Territorio Vincenzo Santochirico, docenti e ricercatori dell’Università di Basilicata, il vicepresidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino Francesco Fiore, il Presidente della Comunità Montana Alto Sinni Nicola Trupa e il Sindaco di Senise, Giuseppe Castronuovo.
“Il progetto- spiega il responsabile Sandro Berardone- è l’azione conclusiva di un finanziamento che la Comunità Montana Alto Sinni ha ricevuto nell’ambito del progetto più generale del Gal Allba nel Leader+ . Sono anni che il vivaio Sicileo fa attività di conservazione e di ricerca degli ecotipi del territorio. Abbiamo sempre fatto questo lavoro di ricerca, catalogazione e soprattutto coltivazione delle specie in via di estinzione. Però tutto questo è stato sempre relegato all’interno del vivaio e della Comunità Montana. L’idea nuova è quella di coinvolgere i soggetti che, per le loro competenze, possono essere alleati importanti di questo progetto: le scuole, per tramandare questo patrimonio, gli operatori di educazione ambientale e le guide per portare flussi di studenti nel territorio”.
Perchè se si parla di biodiversità il Pollino è un contenitore di mondi diversi che si incontrano.
Lo ha spiegato il Prof. Pierluigi Spagnoletti Zeuli, dell’Univesrità degli Studi di Basilicata e responsabile scientifico del progetto. “Nel Pollino -ha detto Zeuli- esistono diversità di specie alle quali corrispondono diversità genetiche all’interno di una singola specie. Con il nostro studio ci siamo concentrati su due specie particolari, l’abete bianco e i ginepri di alta quota e per entrambi abbiamo potuto dimostrare che esiste molta diversità genetica che vale la pena di monitorare per garantire che venga conservata nel tempo. In tutto questo il vivaio Sicileo costituisce un punto importante di aggregazione nel quale si fa informazione all’interno del territorio coinvolgendo attraverso la didattica anche le scuole e i più giovani”.
L’attività sulla biodiversità è un tema caro alla Regione Basilicata. Avviata l’anno scorso- ha spiegato Vincenzo Santochirico, - quello relativo alla tutela delle diverse specie è un progetto che nasce da alcune direttive comunitarie destinate soprattutto a monitorare quello che c’è nelle zone di protezione speciale e nei siti di interesse comunitario. L’azione di monitoraggio sta per partire dopo un lavoro sinergico tra Regione, Università e Centri di ricerca per individuare una metodologia condivisa. Partirà un’attività di rilevazione delle specie esistenti e dopo sarà fatto un piano di gestione per i siti di maggiore complessità e saranno individuate misure di salvaguardia. E’ ovvio che si pone il duplice problema di come tutelare la natura e di come valorizzare e utilizzare a fini turistici ed economici tali risorse. Tra qualche mese sarà presentato il nuovo piano triennale di forestazione, uno dei capitoli sarà dedicato alla didattica e in questo il Vivaio Sicileo si potrà essere inserito”.
“La tutela della biodiversità- ha detto Francesco Fiore- è uno dei compiti che un’area protetta deve portare avanti. E’ chiaro che la biodiversità può essere inserita come elemento di offerta turistica e di sviluppo del territorio, innescando meccanismi correlati all’educazione ambientale”.
“Questo progetto- spiega invece Gaetano Mitidieri, presidente Gal Allba- potrà avere continuità con la prossima programmazione. Credo sia stato un buon investimento e c’è stato l’impegno da parte di Allba su un progetto di forte qualità e di forte spessore formativo, perché la ricerca è uno degli strumenti per lo sviluppo e credo che questo sia uno degli esempi di come si possa lavorare su un territorio puntando sulle biodiversità locali per mantenere caratteristiche ambientali che sono una delle essenze della nostra lucanità. In questo un ruolo fondamentale ha l’educazione, per formare futuri cittadini consapevoli delle risorse”.
Dopo il Convegno i presenti hanno visitato il vivaio Sicileo.
presto i video dell'incontro realizzati da Lasiritide.it
Mariapaola Vergallito
lasiritide.it
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