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Acqua, altri 60 giorni poi la grande sete

27/10/2008



Sotto i 17mila litri al secondo, quasi il 6% in meno rispetto al fabbisogno idrico della regione. Da stamattina in Puglia scattano le nuove restrizioni all’erogazione d’acqua, che servono a proteggere le poche scorte residue negli invasi del Sinni: a questo ritmo dureranno al massimo fino ai primi giorni di dicembre. La scorsa settimana, con
650 litri al secondo in meno rispetto alla norma, i disagi sono stati contenuti. Adesso che si scende di ulteriori 500 litri, per un periodo indefinito, i disservizi rischiano di essere molto maggiori. L’Acquedotto pugliese infatti anticiperà alla prima mattina la riduzione della pressione sulla rete che, per tutta la scorsa settimana, sono cominciate a mezzogiorno per concludersi all’alba.

Le riduzioni riguardano tutto il territorio pugliese e servono, ovviamente, a far calare la quantità d’acqua utilizzata. In teoria queste manovre servono a dare un po’ meno acqua a tutti, ma nella pratica se c’è poca pressione qualcuno resta a secco: chi non ha l’autoclave, ad esempio, o anche chi è servito da serbatoi che non fanno più in tempo a riempirsi. È il caso di alcuni comuni del basso Salento (ma disagi sono previsti oggi anche a Massafra), e in generale delle zone più alte degli abitati. L’Aqp ha predisposto un piano di emergenza che è stato comunicato alle prefetture. I sindaci sono invece stati avvertiti circa le procedure, e sono stati invitati ad attuare iniziative per il risparmio idrico.

E così da oggi non resta che sperare nella pioggia. Perché in caso contrario, entro 60 giorni, la Puglia rischia di perdere «il 30% delle risorse potabili attualmente erogate». L’ultima ricognizione dell’Autorità di bacino della Puglia ha infatti indicato che gli invasi del Sinni e del Locone hanno meno di 60 giorni di autonomia, mentre il Pertusillo durerà per quattro mesi. Ma anche se dovesse riprendere a piovere oggi, comunque nel 2009 si presenterà un altro problema: «l’annullamento pressocché totale del soddisfacimento irriguo nella prossima stagione estiva». Significa che la Regione dovrà mettere a disposizione dei campi l’acqua dei pozzi e (soprattutto) quella proveniente dall’affinamento dei reflui: e bisogna fare in fretta. Se questa settimana la Puglia non ha sofferto in maniera significativa i primi tagli idrici, lo deve soprattutto al nuovo sistema di telecontrollo degli impianti: grazie al quale è possibile misurare con precisione (e in tempo reale) le quantità d’acqua erogate. Una consolazione che vale fino a un certo punto: se le condotte sono vuote, la tecnologia non può fare miracoli.

Massimiliano Scagliarini
La Gazzetta del Mezzogiorno



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