HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Terremoto Gelmini: dal Senisese alle Università lucane, la protesta continua

23/10/2008



Mobilitazione, ieri, a Senise di tutto il personale degli istituti scolastici dei 15 comuni dell’area. L’occasione è stata un’assemblea sindacale, promossa da Snals, Cgil, Cisl e Uil scuola, che arriva quasi alla vigilia dello sciopero generale che si terrà il prossimo 30 ottobre e al quale ieri una buona percentuale tra docenti e personale amministrativo presente all’assemblea, ha aderito. Il piano proposto dal Ministro Gelmini, secondo sindacati e personale, lascerebbe davvero poca speranza agli istituti dell’area del Senisese. I problemi riguardano soprattutto numeri e carenze nei bilanci. Vediamo perché. Nei quindici comuni dell’area ci sono 9 presidi scolastici tra istituto d’istruzione superiore (solo uno a Senise, il “Sinisgalli”), direzioni didattiche e istituti comprensivi.
In base ad un decreto del governo se entro il 30 novembre 2008 ogni presidente di Regione non avrà attuato il piano di razionalizzazione scolastico, a partire dal primo settembre 2009 sarà nominato un commissario ad acta per attuare tale piano. “Razionalizzazione scolastica - spiega il segretario provinciale dello Snals, Saverio Lolaico- vuol dire che saranno cancellati tutti gli istituti con meno di 50 alunni e i ragazzi dovranno recarsi nei paesi limitrofi. Le istituzioni scolastiche saranno ridotte almeno del 50 per cento”. Per l’area del Senisese razionalizzare gli istituti vuol dire che istituti scolastici come Terranova del Pollino, Cersosimo, San Paolo Albanese, San Costantino Albanese nella valle del Sarmento, ma anche Teana, Fardella, Castronuovo nella Valle del Serrapotamo, scompariranno. Considerando che il numero degli alunni tende ogni anno a diminuire o, al massimo, a restare invariato le prospettive non sono rosee. Già nello scorso anno scolastico, per fare qualche esempio, a San Costantino Albanese esistevano 2 pluriclassi per le elementari (20 alunni) e 2 per le medie (altri 20). Carbone è comune accorpato alla direzione didattica di Chiaromonte, assieme a Calvera. Per le scuole medie contava circa 17 alunni e una pluriclasse. Le scuole elementari riesce a mantenerle anche grazie ai 9 alunni che arrivano ogni giorno dal centro abitato di Calvera. Diminuzione di istituti, ma anche riduzione di ore e di tempo prolungato che, secondo il piano, funzionerà solo se ce ne sarà richiesta e funzionerà solo a due condizioni: che ci sia la mensa e il trasporto scolastico. “Che- dice il sindacato- guardando ai bilanci dei nostri comuni, in altre parole è come dire che occorrerebbe richiedere contributi dalle famiglie e quindi, mettere il tempo prolungato a pagamento”.
Mariapaola Vergallito


UNIVERSITA': LE PROTESTE LUCANE

Dopo l'assemblea generale di Ateneo oggi gli studenti dell'Università hanno dato vita alle prime forme
di manifestazione di dissenso verso la legge 133.
Per gli studenti questa non rappresenta una riforma, bensì esplica un
progetto di divisione sociale, un progetto che distrugge il diritto allo
studio, che interviene fortemente sulla ricerca, direzionandola verso
scenari sempre più improponibili o pilotabili.
Per non parlare dei risvolti occupazionali, che vengono ridotti enormente,
il turn-over infatti viene mantenuto al 20%.
Per gli studenti questa è una delle azioni del governo, che evidenzia un
disegno preciso di creazione di un modello di società in grado di pagare e
di comprarsi il futuro, una società distinta da un solco netto: chi può
pagare va avanti, chi no, non è desiderato!.
Pertanto gli studenti hanno dato vita come inizio della protesta a intere
giornate di informazione, nelle aule, nei corridoi, sul web.
Il rischio più grande è che l'Università degli Studi della Basilicata non
riesca a sopportare il colpo portato avanti dalla legge 133 e in questo modo
verrebbero vanificati tutti gli sforzi dell'Università in primis, ma anche
della Regione, dei Comuni e di tutti i cittadini che sognano la crescità e
lo sviluppo di una società lucana culturalmente avanzata.
Pertanto è importante, in questo scenario che i responsabili del governo
della regione, dei comuni facciano sentire la propria voce, uniscano le
forze per evidenziare il cambio di rotta di questo governo.
Gli studenti ad oltranza porteranno avanti la protesta con varie azioni,
quella più dura anche l'occupazione dell'Ateneo, ma anche di strade, di
piazze ecc...
Gli studenti lucani vengono coinvolti in maniera totale dal provvedimento
legislativo, nella Facoltà di Scienze della Formazione gli studenti sono
preoccupati per il loro futuro, visto il volere di reintroduzione del
maestro unico che sancirebbe la morte di 87000 posti di lavoro e quindi
impedendo di fatto ogni speranza professionale a coloro che si stanno
formando per diventare docenti.
Pertanto il giorno 28/10/2008 di mattina daranno vita ad una lezione in
piazza d'avanti la sede universitaria di S. Rocco a Matera.
Il primo appuntamento di Piazza, invece, sarà Lunedì 27/10/2008 con
un'assemblea generale sempre d'avanti la sede universitaria di S. Rocco a
matera, dove tutte le componenti dell'Ateneo saranno presenti.
Ancora lezioni in piazza a Potenza da lunedi sera con docenti e studenti e
assemblea il pomeriggio del 28 alle ore 15 in aula magna - Campus di Macchia
Romana -, una lotta continua, non uno slogan ne un ritorno al passato, bensi
un vero tour de force per una causa importante, che colpisce tutti.
Gli studenti chiedono partecipazione, dalla cittadinanza, dalle forze
sociali, politiche, dai lavoratori, dalle associazioni, dai genitori, dai
Sindaci delle città che vedrebbero scomparire le propria Università, dal
presidente della Regione, dai Senatori lucani.
Gli studenti sentono il peso di un'oppressione sociale, che si manifesta
nella legge 133, ma dall'oppressione nasce la rivoluzione e di certo non
hanno paura ad inneggiare tale parola.

Domenico Ferrara
Presidente Sui-Generis Matera
Giuseppe Caterino
Presidente sui-generis Potenza



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo