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Gli studenti: e ora picchiateci tutti

23/10/2008



Gli studenti di Bari e Potenza sembrano non dare troppo peso alle parole del premier Silvio Berlusconi (che oggi ha aperto all'uso della Forza pubblica per sgomberare le università occupate). Nulla modifica il calendario della loro lotta per il diritto allo studio; contro i tagli all'Università e la ventilata ipotesi di trasformare gli Atenei in Fondazioni. Tra le altre iniziative, nei due capoluoghi di Regione, martedì, scatteranno due mega-assemblee.

In entrambe le occasioni, c'è da giurarci, uno degli slogan più gettonati sarà il brillantissimo «E ora picchiateci tutti». Coniato dall'Unione degli universitari, è quasi un tributo al coraggio dei ragazzi calabresi che, dopo l'omicidio Fortugno, sfilarono contro la Mafia all'urlo di «E ora ammazzateci tutti». In questo caso, il riferimento è alle manganellate della Polizia che si sono viste a Palermo contro gli studenti.
«Noi siamo molto impegnati innanzitutto nell'informare gli studenti - dice Giuseppe Sbrescia, rappresentante degli universitari per Udu Potenza - In un'aula, la XII, riceviamo gli studenti fino alle 10 di sera e li informiamo sulle conseguenze della legge».

«Oggi abbiamo ottenuto un buon risultato - continua Sbrescia - perché ci siamo riuniti in assemblea e c'erano 200 persone. Sono interevnuti anche docenti e personale tecnico amministrativo, perchè anche loro sono interessati dal provvedimento. E' un buon risultato perché all'Università Parthenope gli studenti difficilmente partecipano in massa alle iniziative che riguardano il livello nazionale. Invece oggi hanno abbandonato le lezioni andando, anche magari contro alcuni docenti che erano contrari».

Quanto alle prossime iniziative, il rappresentante annuncia che «il 28 ottobre si terrà una grande assemblea all'Università Parthenope. Si svolgerà in mattinata, verso mezzogiorno, nell'aula Consiglio degli studenti».

Marisa Ingrosso
La Gazzetta del Mezzogiorno



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