Un reparto d'Ospedale aperto 24 ore su 24, con tanto di sala operatoria, medici e infermieri sempre a disposizione, ma con l'obbligo di non intervenire chirurgicamente in nessun caso. Questo è quello, che l'Asl n° 3 di Lagonegro, avrebbe in programma per il futuro del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Chiaromonte. In altre parole, questo reparto, dovrebbe soltanto accompagnare e controllare le varie fasi della crescita del nascituro nella pancia della madre e al momento del parto, trasportare la paziente urgentemente all'Ospedale di Lagonegro. A distanza di 6 giorni dalle dichiarazioni del consigliere provinciale del Pdl Romano Cupparo, non mancano le mobilitazioni generali, per evitare “l'ennesimo tentativo di smembramento” su uno degli Ospedali più attrezzati dell'intera regione. Senza contare che l'Ospedale, oltre ad essere al centro di un territorio abbastanza esteso, e facilmente raggiungibile anche da tutti i paesi limitrofi. Ragionamento inverso, come precisava giustamente il consigliere Cupparo, in quanto, trasportare d'urgenza una donna e la sua creatura in grembo da Chiaromonte a Lagonegro, consiste in un grave azzardo, perchè, al momento tra deviazioni e interruzioni sul tratto lucano dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria, provocherebbe soltanto danni, e non il contrario. Oltre a questo, i motivi che spingono i cittadini a mobilitarsi contro questa decisione, sono dei «raggiri burocratici - spiegano - che non convincono più nessuno ». «La delibera di Giunta regionale 643 del 2 aprile 2001, - spiegano alcuni dipendenti ospedalieri - non nasce per caso. Nel lontano dicembre 1997, alcuni cittadini del territorio protestarono davanti al palazzo della Regione, per “un certo rischio che correvano i cittadini di fronte alle urgenze sanitarie». Subito dopo, una commissione ministeriale, venne a verificare quanto segnalato da questi cittadini. Da tale provvedimento, sembrerebbe che sia nata questa delibera, che la regione Basilicata ha decretato sua nel 2001. Ad oggi - concludono gli addetti ai lavori - non esistono le condizioni richiamate nell'ordinanza per poter abrogare, è quindi neanche quella per creare un'organizzazione diversa». Le manovre di un'imminente chiusura di questo reparto non sono nuove. Già nel mese di gennaio, lo stesso consigliere Cupparo, portò ha conoscenza i cittadini della soppressione da parte dell'Asl n° 3 di Lagonegro del reparto di Ostetricia nella struttura Ospedaliera Sinnica. A distanza di qualche giorno, lo stesso Direttore Generale Mario Marra, in “un'incontro chiarificatore” avvenuto a Chiaromonte, archiviò definitivamente le voci di una chiusura imminente del reparto, sostenendo anzi, che il reparto di Ostetricia e Ginecologia, «non ha motivo di essere soppresso». Ora a distanza di 10 mesi dalle rassicurazioni di Marra, ritornano le paure per la chiusura del reparto. «Il reparto d'Ostetricia eGinecologia - spiegano gli addetti ai lavori - vanta un'esperienza trentennale di tutto rispetto. Inoltre, nonostante lo spopolamento che ogni anno colpisce i nostri piccoli comuni, sono tantissimi i bambini che sono venuti alla luce, nella struttura sinnica. Giusto per citare i dati più recenti, negli ultimi 10 anni, in pratica dal 1998 al 2008 sono nati nell'Ospedale di Chiaromonte mille e trecento novantasei bambini. Purtroppo, - concludono - soltanto un nascituro è deceduto nel corso degli anni, per delle malformazioni cardiache, che non gli avrebbero consentito si sopravvivere in nessun altro ospedale del mondo. Per il resto, tutti i parti, nella maggior parte cesarei, sono stati portati avanti con successo. Non dimentichiamo, che qualche anno fa, un bravissimo primario dell'Ospedale di Chiaromonte, fu invitato nella trasmissione televisiva “Cuori d'oro”, condotta da Enrica Buonaccorti, per aver salvato la vita ad una persona coinvolta in una grave complicazione ostetrica. Ma questo primario, non è l'unico caso. Altri medici, che hannolavorato a Chiaromonte nel corso degli anni, si sono distinti per la loro professionalità in questo campo. Intanto, a difesa del reparto, i consiglieri di minoranza Pasquale Vozzi, Prospero Cafaro, Giosuè De Nigris, insieme al consigliere di maggioranza Antonio D'avanzo, hanno chiesto al sindaco di Chiaromonte Luigi Viola, la convocazione di un consiglio Comunale straordinario.
Lucio Vitale |