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| Ola: "No alla riapertura della Centrale del Mercure" |
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19/10/2008 |
| La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - "in attesa di conoscere i contenuti del parere di Valutazione d’ Incidenza positivo rilasciato all’ENEL dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata" esprime, in un comunicato stampa, la sua contrarietà alla riattivazione della centrale del Mercure.
"La riattivazione della Centrale del Mercure - scrive la Ola - è il chiaro sintomo di una programmazione schizofrenica delle Regioni Calabria e Basilicata tesa a favorire le multinazionali dell’energia che hanno preso di mira le aree protette italiane i cui Enti gestori sono incapaci di opporsi a questo disegno di asservimento dell’ambiente ad interessi privati. In queste settimane alcune sedicenti società del Nord, con appendici locali, propongono ai comuni del Pollino contratti per la gestione del patrimonio forestale del Parco, spacciandosi per paladini dell’ambiente e fautori della cosiddetta “filiera del legno certificato”. Dopo il Comune di Orsomarso, è la volta di San Lorenzo Bellizzi e San Donato di Ninea in Calabria, ma esempi analoghi vi sono anche in Basilicata dove a Teana si vorrebbe realizzare una centrale a biomassa. Scopo di questa “pseudo crociata ecologica” delle società energetiche è il reperimento degli oltre 370.000 tonnellate all’anno di biomassa vegetale necessaria al funzionamento della centrale del Mercure (35 MW di potenza). I Cittadini e le Comunità del Parco del Pollino preannunciano proteste clamorose per scongiurare questo ennesimo attentato al territorio del Parco ed alla salute derivante dalla riattivazione della Centrale del Mercure e dal taglio dei boschi".
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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