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Lauria: Giunta Pisani, tempesta politica

16/10/2008



Nella mattinata di ieri, mercoledi 15 ottobre, cinque dei sette assessori della giunta Pisani, che amministra il Comune di Lauria, hanno consegnato all'ufficio protocollo del municipio le dimissioni dall'incarico. Hanno rassegnato le dimissioni Domenico Di Lascio, vice sindaco con delega alla ricostruzione e urbanistica, Giacomo Reale, assessore al bilancio, alla programmazione e tributi, Giuseppe Armentano, assessore alle politiche sociali e sanità, Nicola Caimo, assessore igiene del territorio, energie alternative e ambiente, Giacomo Palladino, unico esterno, con delega al lavoro, all'industrializzazione, alle attività produttive e ai fondi Por. Tutti e cinque i dimissionari fanno parte del Partito Democratico di Veltroni. Restano in carica i Popolari uniti con Mario Lamboglia, con delega al turismo, allo sport, cultura, protezione civile e commercio e Antonio Messuti, assessore alla pubblica istruzione e trasporti. I Popolari uniti, tramite Mario Lamboglia, che è anche commissario locale del partito, hanno chiesto una riunione urgente della maggioranza. Riunione in programma per la serata di ieri e a cui doveva partecipare il sindaco Pisani insieme alle delegazioni della maggioranza: i socialisti, i popolari uniti e il Pd. «Le dimissioni della giunta, presentate in data odierna dagli assessori - scrive il sindaco Pisani in una lettera indirizzata subito al presidente del consiglio comunale Domenico Cirigliano e ai capigruppo - aprono una gravissima crisi politica e istituzionale della quale bisogna approfondire le cause e gli sviluppi. Il consiglio Comunale - continua Pisani - è ovviamente la sede opportuna e naturale per discutere della situazione politica e amministrativa determinatasi dalle dimissioni». Pisani opta quindi per una “parlamentarizzazione” della crisi a differenza dell' estate del duemilasette, quando la crisi di allora proseguì con una serie estenuante e interminabile di riunioni. Allora la crisi fu aperta dalle improvvise dimissioni del sindaco e dal ritiro delle deleghe agli assessori. Un documento del settembre dello scorso anno sancì la ricomposizione. Il sindaco nel riaffidare le deleghe sostenne che il lavoro degli assessori era stato “puntuale competente e trasparente”. Allora i segretari dei quattro partiti della maggioranza in un documento sostennero che «esistono tutte le premesse politiche per consentire una ripresa dell'attività amministrativa poiché sono state superate tutte le incomprensioni e fibrillazioni ». Se da un punto di vista politico le dimissioni aprono una crisi politica dal punto di vista amministrativo per ora nulla cambia . Gli assessori, fino alla loro eventuale sostituzione, restano in carica per gli affari correnti e continuano a percepire regolarmente la retribuzione. Possono però bloccare di fatto l'operato della giunta in quanto la loro assenza dalle riunioni, cinque su otto, farebbe mancare il numero legale. Nei giorni scorsi gli stessi dimissionari avevano anticipato la consegna delle deleghe nelle mani del segretario del Pd Vito Mandarino.

Pasquale Crecca
Il Quotidiano della Basilicata



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