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Reparto ostetricia di Chiaromonte, futuro incerto?

16/10/2008



Un reparto di ostetricia e ginecologia privato della possibilità di utilizzare la sala operatoria per le attività di urgenza: che, secondo gli addetti ai lavori, in altre parole è come dire alle pazienti di far nascere i propri figli da un’altra parte. E’ quello che l’Asl 3 di Lagonegro avrebbe proposto per il futuro del reparto dell’ospedale di Chiaromonte in un documento di programmazione votato favorevolmente dai sindacati. ''Così facendo – spiega in una nota Romano Cupparo, consigliere provinciale (Fi-PdL) - si esporrebbe a grave pericolo l'intera popolazione servita dall'ospedale. Secondo questa azzardata proposta in caso di intervento chirurgico urgente per la madre e il nascituro, il personale di Chiaromonte dovrebbe predisporre il trasferimento urgente a Lagonegro, perché vincolato a non usare la sala operatoria adibita ad altri interventi chirurgici sia in regime di elezione che di urgenza. Una prospettiva che, pur lodando le iniziative positive dell’Asl 3, ritengo inaccettabile”. La proposta deve ancora arrivare al vaglio della Regione Basilicata, che in una delibera di Giunta del 2001 (la 643) sanciva l’obbligo, fino alla realizzazione del polo unico, di garantire livelli uniformi di assistenza mettendo le strutture ospedaliere “nelle condizioni di svolgere la propria attività nella migliore utilità per l'utenza, attraverso idonei parametri di funzionamento”. “Non conosco la proposta dell’Asl 3- spiega l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Potenza- ma ritengo sia importante attivare misure che garantiscano la massima sicurezza per le partorienti e i nascituri”. “Un’ipotesi- spiegano sanitari e utenti- che mette in grave pericolo il futuro del reparto”. “Perché non si tratta di sopprimere la sala operatoria- spiegano- ma di poterla utilizzare per tutto fuorché per ostetricia. Ma il medico ha l’obbligo dei mezzi e non dei risultati. E poi ricordiamoci che Chiaromonte ha un bacino di utenza ampio e si trova al centro di un territorio dalle percorrenze difficili. In merito ai sindacati che hanno votato favorevolmente, dovrebbero garantire non solo i posti di lavoro ma i servizi essenziali per la salute dei cittadini”.


Per il reparto di ostetricia e ginecologia di Chiaromonte facciamo parlare i numeri. “Perché nonostante la cattiva pubblicità causata dall’allarme chiusura- dicono gli addetti ai lavori- nonostante il più generale problema di spopolamento, negli ultimi anni abbiamo mantenuto quasi la stessa media”. Dal primo gennaio ad oggi a Chiaromonte sono nati 75 bambini. Nel 2007 erano 110; 130 nel 2006. Nel 2004 ancora 110. Di tutti i parti un buon 80 per cento è un cesareo. Pochissime le pazienti trasferite all’ultimo momento per rischio di parto prematuro, “perché a Chiaromonte- dicono i sanitari- non c’è la neonatologia”. Nel reparto lavorano 15 addetti.

Mariapaola Vergallito



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