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Legacoop ai parlamentari lucani: difendere il pluralismo dell'informazione

15/10/2008



Per salvare l’editoria cooperativa, di partito e non profit dalla drammatica situazione attuale è necessario un provvedimento urgente, da inserire in uno dei decreti in trasformazione o nella finanziaria, che ristabilisca il carattere di diritto soggettivo dei contributi all’editoria e reperisca le risorse necessarie alla loro erogazione, ricorrendo alla costituzione di un fondo di solidarietà con risorse provenienti dalla pubblicità e anche ad una rimodulazione dell’aliquota iva sui prodotti collaterali venduti nelle edicole. Questo, in sintesi, il contenuto dell'appello inoltrato da Legacoop Basilicata ai parlamentari lucani e al presidente della Giunta regionale perché intercedano nelle sedi opportune affinché venga tutelato il pluralismo di informazione in Italia.

La situazione di gravità in cui già versa l'editoria cooperativa, di partito e non profit, testimoniata dalla comunicazione dell'apertura dello stato di crisi da parte dei CdA di alcuni giornali periodici e quotidiani, è la conseguenza dell'art. 44 del decreto legge Tremonti dello scorso 25 giugno, trasformato in legge nei primi di agosto. Provvedimento, questo, sbagliato ed esiziale. Sbagliato perché non opera quella riforma dell'intervento pubblico necessaria a garantire un uso corretto delle risorse pubbliche, operando tagli indiscriminatamente agli operatori “veri” della comunicazione e a quelli di circostanza, ai giornali veri e a quelli finti. Esiziale perché, sopprimendo il carattere soggettivo dei contributi diretti all'editoria, rende ancor più complesso il rapporto con il mondo bancario e perché la riduzione drastica di risorse determina uno squilibrio pesante per i conti economici delle aziende.

La Lega delle Cooperative di Basilicata si dice pertanto molto preoccupata per le lesioni che il susseguente Regolamento di semplificazione per l'editoria avanzato dal sottosegretario Bonaiuti arrecherebbe al panorama informativo nazionale e ai suoi operatori, con molte testate a rischio di chiusura, e rilancia la proposta di modifica avanzata da Mediacoop, associazione delle Cooperative Editoriali e di Comunicazione, e da Media Non Profit.
La proposta consiste altresì nella presentazione dei seguenti emendamenti:
1) rivedere i parametri di calcolo dei contributi per i periodici;
2) reintrodurre il vincolo che riservava l'accesso ai contributi alle imprese editoriali la cui raccolta pubblicitaria non superava il 30% dei costi riportati in bilancio;
3) ribadire che il nuovo regolamento non potrà agire retroattivamente e non potrà che entrare in vigore a partire dall'anno di attività 2009.

Tutte le richieste vanno nella stessa direzione auspicata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha recentemente affermato che «il contenimento della spesa» si deve conciliare con «la preoccupazione a non comprimere il pluralismo».



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