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| Festa dei Piccoli Comuni: un'occasione per riflettere sul futuro |
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14/10/2008 |
| Federalismo, problemi legati allo spopolamento e alla scuola: questi i temi trattati nel corso della tre giorni dedicata alla Festa dei Piccoli Comuni, indetta dall’Anpci. E per tre giorni Nemoli, mille 500 abitanti, è diventata il cuore della piccola Italia di paesi al di sotto dei 5mila abitanti.
In Basilicata sono ben 98 su 131 che confrontati con i dati nazionali (5.740 su 8100) la dicono lunga sul ruolo della nostra regionea sul tema della salvaguardia di piccole comunità che racchiudono al suo interno culture e tradizioni.
Il sindaco di Nemoli, Antonio Filardi, membro del direttivo Anpci in rappresentanza per la Basilicata, ha puntato proprio su questo. “I piccoli comuni- ha detto- sono una risorsa fondamentale per la trasmissione della cultura, delle tradizioni e del dialetto. Le scuole stanno scomparendo ma nonostante questo i piccoli comuni a costo di mantenere la scuola si sono accontentati della pluriclasse anche penalizzando l’istruzione del singolo, perchè la scuola è fondamentale per il trasmettersi delle tradizioni e senza di esse la storia non si tramanda e se non si tramanda più il paese muore”.
L’associazione che nell’occasione celebra anche la nona Conferenza dei municipi che vi aderiscono, ha consegnato la chiave dei piccoli comuni al Ministro degli interni, Roberto Maroni, che ha istituito un osservatorio particolare a riguardo delle microrealtà. Si tratta di un tavolo permanente nel quale la presidente Franca Biglio ha sostenuto che la proposta di accorpamento dei comuni, paventata nella manovra finanziaria 2009 contrasta con la costituzione in quanto cancella le identità municipali, le loro molteplici e tipiche specificità.
Secondo l’Anpci il provvedimento non migliora la qualità, la qualità l’efficienza dei servizi e la riduzione dei costi della pubblica amministrazione, anzi.
Per l’associazione si deve governare attraverso la democrazia partecipata confrontandosi continuamente con gli enti locali minori che, da sempre, presidiano e custodiscono l’intero territorio nazionale tenendo unito il paese Italia”.
Nicola Panzardi
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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