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L'agricoltura lucana aspetta ancora i bandi. La Regione: "Non è colpa nostra"

12/10/2008



Il mondo agricolo lucano è in attesa da quasi due anni della «pioggia di fondi» promessa dal piano di sviluppo rurale 2007-13. E questo quando mancano pochi mesi all’arrivo del 2009. Alla data di oggi, infatti, secondo quanto annunciato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Roberto Falotico, risulta approvato soltanto il bando che riguarda la candidatura dei Gruppi di azione locale dei programmi Leader all’utilizzo dei fondi Feasr, per un impegno di spesa di 38 milioni di euro. Una «goccia», rispetto ai 648 milioni di euro (832 considerando anche la sponda privata) dell’intero pacchetto, che comprende quattro assi: competitività delle imprese, miglioramento ambientale (che comprende anche alcune misure per la forestazione «ereditate» dalla vecchia programmazione i cui fondi sono stati già erogati), miglioramento della vita nelle aree rurali e programmi leader. Molti settori del mondo agricolo stanno aspettando con «ansia» l’approvazione dei bandi per i primi tre assi. Tra questi, come spiega il direttore di Confagricoltura Basilicata, Eugenio Tropeano, c’è, ad esempio, il settore zootecnico, che teme la piena applicazione della cosidetta direttiva nitrati, che impone una serie di restrizioni e di infrastrutture in alcune aree considerate sensibili dal punto di vista ambientale. Le zone a rischio, per la Basilicata, sono quelle riche di allevamenti intesivi, come la Val d’Agri, il Marmo Melandro, le valli dell’Ofanto e del Bradano. «Se in queste zone dovesse diventare applicatica la direttiva nitrati - spiega Tropeano - le aziende si troverebbero nella necessità di fare forti investimenti per ridurre il carico di azoto, ovvero per rendere più efficiente lo stoccaggio dei liquami. E per questo avranno bisogno della sponda pubblica, visto che si tratta di infrastrutture particolarmente costose. Altrimenti molte aziende rischiano di dover chiudere dalla sera alla mattina». Altri settori che l’espo - nente di Confagricoltura indica come particolarmente bisognosi di un’accelerazione nell’applicazione del programma di sviluppo agricolo, sono l’agriturismo, che da tempo attende fondi per migliorare le infrastrutture e l’offerta, ma anche il settore vitivinicolo, in modo particolare quello del Materano, dove mancano strutture per la vinficazione delle uve doc, soprattutto dopo il fallimento di una importante struttura consortile sita ad Acerenza, dove conferivano le proprie uve molti viticoltori della provincia di Matera. Un altro settore che potrebbe trarre grande beneficio da una celere emanazione dei bandi è quello dei giovani agricoltori al primo insediamento. Ormai, però, sollecita la Confagricoltura, «è giunto il momento di attivare i bandi 2007/13. Attenzione, però. Non dovranno essere bandi raffazzonati e dovranno essere evitati tutta una serie di errori commessi nel passato, anche se ormai è necessario dare una risposta rapida alle esigenze del mondo dell'agricoltura ». Un messaggio forte e chiaro arriva anche dalla Cia, all'indomani della riuscita manifestazione «Orizzonti Lucani». L'organizzazione agricola chiede alla Regione «immediate scelte che, avvalendosi delle risorse tutt’ora disponibili e non utilizzate della programmazione 2000/2006, consentano alle imprese agricole l’adeguamento agli standard di ottemperanza previste dalle norme sulla Condizionalità contenute nella riforma Politica agricola comunitaria; predisposizione di un provvedimento in materia di semplificazione amministrativa al fine di assicurare trasparenza, efficienza nei rapporti azienda/Pubblica Amministrazione e consentire la riduzione degli appesantimenti burocratici e di costi che incidono negativamente sia sulla gestione delle imprese che sulle funzioni proprie della pubblica amministrazione; l’attuazione delle misure del Psr che individuino nel territorio rurale e nelle imprese agricole i protagonisti dello sviluppo ed, in quanto tali, i principali beneficiari delle misure. Un Psr che operi in maniera sinergica con gli altri fondi, in particolare con il Fesr – Fse, al fine di sviluppare adeguate misure legate all’innovazione tecnologica, alla competitività delle imprese, alla qualità della vita nelle aree rurali, ai servizi socio-sanitari ed assistenziali, alla formazione ed all’aggiornamento degli addetti».

Ritardi nell'approvazione dei bandi per la programmazione in agricoltura del sessennio 2007/13? L'assessore regionale all'agricoltura, Roberto Falotico, assicura che la Regione Basilicata sta lavorando alacremente per portare a termine celermente l'impegno, e che i tempi non sono poi così lunghi, considerato che il psr è stato approvato dall'Unione Europea soltanto alla fine di gennaio di quest'anno e che la prima riunione del comitato di sorveglianza si è tenuta a giungo.

«Intanto – dice Falotico – in questi giorni è stato approvato il bando che riguarda la candidatura dei Gal, i gruppi di azione locale dei programmi Leader, ai Feasr, per un importo di 38 milioni di euro. Nel frattempo gli uffici del Dipartimento Agricoltura stanno lavorando per definire tutti i bandi».

Ma, realisticamente, entro quanto tempo l'intera questione potrà essere definita? Prima di dichiarare conclusa la partita l'assessore Falotico ha annunciato di ritenere necessaria la convocazione di almeno 2/3 Tavoli verdi in rapida successione, prima di poter attivare, per la fine di ottobre, la fase della comunicazione, per poi arrivare entro il mese di dicembre all'emanazione dei bandi. «Dopo di che – ammonisce Falotico – bisognerà correre perché ci sarà da recuperare un paio di annualità».

Comunque, se, come dice il proverbio, mal comune vuol dire mezzo gaudio, Falotico tiene a precisare che anche se molte regioni sono già avanti con la programmazione 2007/13, molte altre sono ancora più o meno allo stesso stadio della Basilicata. Insomma, nell'arco di tre o quattro mesi al massimo, l'intero pacchetto del Psr dovrebbe essere pronto. Nel frattempo, come ricorda lo stesso Falotico, bisognerà anche vedere se e come l'ultima parte del vecchio Por potrà essere recuperata come è stato fatto recentemente, ad esempio, per il primo insediamento dei giovani agricoltori ai quali è stato offerto, grazie ai residui della vecchia programmazione, un «bando a sportello» a cui attingere, in attesa dell'approvazione del nuovo Psr.

Ricordiamo che il piano avrà una dotazione di 648 milioni di euro di fondi pubblici, suddivisi tra quattro assi portanti: il 28 per cento della dotazione andrà all’asse 1, quello della competitività delle imprese, il 53 per cento all’asse 2, che comprende le misure per il miglioramento ambientale. Il 10 per cento andrà all’asse 3, che comprende i programmi per il miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali e il 7 per cento all’asse 4, quello dei programmi leader. Ma, una volta partiti i bandi, c'è ancora una questione che resta ancora in sospeso: quella dei pagamenti. L'ente pagatore designato, l'Arbea, infatti, è ancora in attesa di accreditamento e questo potrebbe costituire un ulteriore ostacolo per l'erogazione dei fondi alle aziende agricole.

«La questione – spiega Falotico – è legata all'approvazione della nuova legge sui servizi in agricoltura e alla conclusione dell'iter burocratico che dovrà portare 24 unità ex Car in forza all'Arbea. Una questione che, se tutto va bene, potrebbe essere risolta nell'arco di un paio di mesi e che, comunque, esula dalle competenze di questo dipartimento che, nel frattempo, sta comunque andando avanti per permettere di sopperire a quelle carenze che fino a questo momento hanno condizionato il funzionamento dell'agenzia».
Giovanna Laguardia
La Gazzetta del Mezzogiorno



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