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Palazzo San Gervasio: sit-in contro l'oppressione ma i cronisti vengono cacciati

25/04/2018



Da settantatré anni, ogni 25 aprile, l’Italia festeggia la sua liberazione dal nazifascismo. Una data simbolo, che non decretò la fine della guerra ma vide l’esercito nazista e quello fascista della Repubblica di Salò lasciare Milano e Torino, dopo lo scontro con la popolazione ribelle e i partigiani. Nello stesso giorno, dopo settantatré anni, un gruppo di manifestanti del collettivo CSOA ex Coni “Anzacresa” di Potenza marcia verso il CPR [Centro di Permanenza per il Rimpatrio, ex CIE – Centro di Identificazione ed Espulsione; ndr] di Palazzo San Gervasio. Lo striscione bianco, con scritte nere e rosse e un grande logo antifascista, copre i loro volti; gli slogan sono forti, decisi. Chiedono la chiusura di quello che, da sempre, è considerato il lager della Basilicata.

Mi vengono incontro, mentre scatto qualche foto; poco lontano da me, un collega della rai che fa delle riprese video. Si chiama “diritto di cronaca”, fino a quando non viene calunniato di essere “complice” di uno Stato e di un sistema razzista e disumano; un diritto, quello di informare, che viene calpestato da chi professa libertà ed eguaglianza.

Con toni perentori ci viene chiesto di allontanarci e di non poter esercitare il nostro diritto/lavoro di raccontare quanto accade pubblicamente; con toni prepotenti mi viene chiesto di allontanarmi, di non scattare foto e di non provare a chiedere interviste, in quanto “complice”, connivente degli ‘’aguzzini’’. Così mi allontano, mentre loro si professano “persone in lotta per la libertà e la democrazia”. Intanto, si sentono provenire grida dall’interno del CPR, urla di “aiuto”.
L’aria è rovente, qualcuno sale sul tetto: “ci tengono come cani… freedom, libertà, democrazia, democrazia!”, gridano.
Continuo il mio lavoro di osservazione e ascolto, fino a quando un esponente del collettivo mi si avvicina e mi intima di andar via; è il mio “sciacallo” diritto di cronaca a “inguaiare” questa gente.


Dopo settantatré anni, quella contro il nazi-fascismo (in tutte le sue forme) è una lotta che avrebbe dovuto rimanere vivida nella memoria e nella coscienza degli italiani; una lotta che doveva divenire faro di questi contemporanei tempi bui fatti di intolleranze e razzismi e strane convinzioni, per ricordarci quanto ci è costata cara la libertà. Invece, siamo finiti a veder sfilare cortei di estrema destra e a “sbattere” partigiani come il presidente Pertini sulle nostre bacheche social, mentre della memoria è rimasto ben poco e la libertà è minata dal populismo e dall’odio fomentato anche dalla politica. Donne e uomini hanno lottato, sono morti sotto il fuoco delle fucilazioni. Indirettamente, noi abbiamo conquistato la libertà di poter esprimere democraticamente il pensiero, le idee; ma, forse, abbiamo offuscato la nostra capacità di analizzare, di confrontarci e di rispettare ciò che è
Altro da noi.

“Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi” – cantava Giovanni Lindo Ferretti.

Ma bisogna ricordare di saper scegliere bene di quale pezzo della Linea Gotica si vuole far parte.


Marialaura Garripoli



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16/08/2018 Sospensioni idriche 16 agosto 2018

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per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile nelle contrade Carroso e Timpa d'Elce sarà sospesa dalle ore 23:30 di oggi alle ore 06:30 di domani mattina salvo imprevisti.

16/08/2018 Sospensione idrica a Matera

Matera: a causa di un guasto improvviso l'erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 09:30 di oggi fino al termine dei lavori, nelle seguenti zone: via Lucana (nei pressi della Milizia), via Verricelli, via Cappuccini.

Dice che era un bel torrente ma non andava più al mare
di Mariapaola Vergallito

“Dice che era un bel progetto e serviva a creare/ la deviazione di un torrente per distrarlo dal mare; ma dall’idea alla realizzazione passarono 40 anni, giusto il tempo di essere deviata e l’acqua cominciò a far danni”.

Scusate, non ho resistito. E’ 4 marzo, del resto, e chiedo scusa a Lucio Dalla per questa scapestrata citazione. C’è qualcun altro, però, che dovrebbe chiedere scusa, oggi. Proprio oggi che il torrente Sarmento, deviato in parte dal...-->continua



 



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