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Zona Franca, i commenti in Val D'Agri: discriminazione o atto di altruismo?

3/10/2008



Per alcuni è una discriminazione; per altri un’occasione persa; per altri ancora è la dimostrazione di come in Val D’Agri non esista una presa di coscienza politica in grado di pretendere sviluppo. Matera è diventata Zona Franca. Tutti contenti, ma la domanda sorge quasi spontanea: e la Val D’Agri?
“La scelta di Matera rappresenta una pesante discriminazione nei confronti della Val d’Agri-Sauro e non tiene in considerazione le oltre 30 mila firme di cittadini a sostegno di una petizione popolare promossa dal Csail nel 2005- commenta il presidente del Csail, Filippo Massaro- non si vuole alimentare una battaglia di campanile. Si intende piuttosto sostenere le legittime aspettative del popolo del petrolio ancora in attesa di sviluppo”.
“Matera ha fatto un suo percorso- dice Domenico Espositivo, sindaco di Sant’Arcangelo- ha reagito alla crisi industriale e spero che la ZFU dia nuova linfa vitale alla città. La Val D’Agri ha optato per un’altra strategia, perché con il Por si è scelto di partire dal basso affidando le royalty ai Comuni. Credo sia ancora presto per dire se tali scelte siano state o meno efficaci”.
Il sindaco di Marsicovetere, Mario Mazza, auspica che in futuro ci sia un’altra possibilità per la Val D’Agri. “Se siamo pazienti questa possibilità arriverà anche per noi- dice- anche se non credo che la ZFU sia la risoluzione a tutti i problemi”.
“Sarebbe stata un’ottima occasione per nuove opportunità di impresa- dice invece Massimo Caporeale, sindaco di Guardia Perticara- Non è mai stata presa a cuore veramente la possibilità di essere Zona Franca e non si è riusciti così a fare sintesi rispetto alle proposte che arrivavano dall’area. Forse anche perché, avendo già le royalty, si è pensato in maniera altruistica ad altre aree”.
“Sono contento per Matera- dice Raffaele Rotondaro, segretario provinciale Fillea Cgil- e faccio un plauso ai miei colleghi del sindacato perché tutto è cominciato a causa della crisi del polo del salotto. La politica, però, dimostra ancora una volta che la Val D’Agri è solo un miraggio di sviluppo, perché nonostante le risorse non decolla. Non c’è presa di coscienza della realtà da parte della politica, perché ormai gli slogan delle campagne elettorali non coincidono con lo stato di fatto delle cose. Chiamo tutti a mobilitarsi senza distinzioni partitiche perché questo territorio si sta svuotando e non ci si può accontentare solo di risparmiare qualche spicciolo sulla bolletta energetica”.

Mariapaola Vergallito



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