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Matera è zona franca urbana

2/10/2008



"Matera è zona franca". La decisione è stata comunicata dal Ministro della Sviluppo economico, Cluadio Scajola, al senatore Guido Viceconte (Pdl) e agli altri parlamentari lucani del Pdl, Taddei, Moles, Latronico e Digilio, "che avevano interessato e sollecitato il Ministro a riguardo". "Si tratta - hanno aggiunto i parlamentari - di una decisione importante che potrebbe contribuire ad aprire scenari nuovi e positivi per lo sviluppo della realtà produttiva di Matera e della sua provincia. L'idea di costruire aree di vantaggio fiscale rappresenta uno strumento decisivo di attrazione di nuovi investimenti di cui siamo sicuri - hanno concluso - il territorio del Materano saprà avvalersi per potenziare il suo sistema produttivo". (ANSA).

Qualche tempo fa avevamo chiesto ad alcuni sindaci della Val d'Agri cosa ne pensassero della possibilità di includere Matera nelle Zone Franche e, soprattutto, sull'esclusione della Val d'Agri da questa possibilità.

Zone Franche: una grande opportunità di sviluppo. A patto, però, che non servano soltanto ad erogare incentivi singoli e slegati rispetto ad un’ottica generale di crescita territoriale. Così dicono alcuni sindaci della Val d’Agri. Territorio che però non essendo compreso tra quelli candidati a livello nazionale, il problema può porselo soltanto come se le possibilità offerte dalla ZFU fossero delle ipotesi. Ma, al di là di un’occasione per il momento persa, la Val d’Agri deve cominciare a costruire un futuro di sviluppo mettendo insieme risorse e opportunità.
“Sicuramente fare un cerchio intorno alla Val d’Agri per agevolare discorsi più oculati e attenti è positivo- come spiega Domenico Vita, sindaco di Marsiconuovo- Ritengo che qualcosa rispetto alla situazione attuale vada modificato. Se la zona franca serve ad attuare programmi articolati e a focalizzare l’attenzione su quelle che dovrebbero essere le condizioni di sviluppo, va bene. Occorre certamente un catalizzatore che ponga l’attenzione sul territorio per favorire investimenti anche esterni in grado di creare occupazione. Meno positiva vedo la zona franca che serve soltanto a creare agevolazioni singole e non volte ad uno sviluppo più generale”.
“Avrebbe fatto sicuramente comodo- secondo il sindaco di Sasso di Castalda, Rocco Perrone- Una Zona Franca che alimenta e promuove la produzione è un fatto straordinario. Perché se agli imprenditori che decidono di investire nel territorio, invece di dare solo il capannone si offre la possibilità di risparmiare sul costo dell’energia gli incentivi a restare nell’area sono maggiori. Certo, se Zona Franca vuol dire solo ad esempio far diminuire il costo della benzina il riflesso sul problema dello spopolamento può esserci pure, ma manca di incisività nel lungo periodo”. E al di là di Zone Franche o meno, “l’importante- continua Perrone- è costruire fin dall’inizio un terreno fertile allo sviluppo coordinato tra Enti e imprenditori e compatibile da un punto di vista ambientale, per evitare che la produzione sia slegata rispetto a quelle che sono le risorse di questo territorio”.
“Se non va nemmeno in porto la riduzione del 50 per cento delle accise della benzina- dice Mario Gallicchio, sindaco di Calvello- siamo messi veramente male. Questo perché in Val d’Agri esistono solo le royalty che però non soddisfano tutti i comuni in un’ottica generale”. Gallicchio divide la Basilicata in quattro aree. “Il Vulture- dice- ha la Fiat; il Metapontino ha il turismo; l’area nord con Potenza ha l’industria. L’unica area più svantaggiata in termini di opportunità è la Val d’Agri unitamente con il Senisese. Per questo non sarebbe male poter avere la possibilità di utilizzare royalty e incentivi derivanti dalla presenza di ZFU per agevolare gli insediamenti produttivi”.

Mariapaola Vergallito



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