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Agricoltura lucana: quanto costa la promozione

1/10/2008



Orizzonti lucani fa parlare. Nel bene o nel male. Non piace a Pasquale Di Lorenzo del Pdl. Lui avrebbe preferito «che ad apprezzare e conoscere meglio i prodotti lucani fossero altre zone d’Italia o del mondo, giustificando così appieno il costo di questa kermesse che avremo modo di conoscere nei dettagli e di farli conoscere ai contribuenti». Non piace al direttore di Lucanianews24 Gianluigi Laguardia che sul suo sito online scrive: «E’ uno spreco di fondi pubblici, tra canzonette, tarallucci e vino ». E non piace all’assessore Vincenzo Folino che non era presente quando è stata votata la delibera e ha preferito altri lidi i giorni della manifestazione. Il fronte degli scontenti chiede conto delle spese. Ma nella delibera di giunta regionale, che il Quotidiano ha potuto vedere in esclusiva, Orizzonti lucani non è la voce di bilancio più pesante. Costa di più il volume “Agricoltura immagini”: 164mila euro. L’obiettivo è: «Coordinare la comunicazione mediatica dei valori territoriali ». E ancora: «Proporre orientamenti e chiavi di lettura per contribuire alla pianificazione del territorio ». E infine: «Coniugare i prodotti tipici con la qualità del territorio». Ecco invece la scheda di Orizzonti lucani: 156mila euro per «promuovere lo scambio e la diffusione di esperienze nel settore delle produzioni tipiche e confrontare le strategie elaborate a livello locale dei prodotti agroalimentari lucani. Potenziare la cooperazione fra tutte le istituzioni meridionali. Supportare le imprese meno specializzate del settore che, non possedendo una visibilità autonoma sul mercato, devono consolidare la loro competitività. Promuovere l’imprenditorialità locale nel settore agroalimentare, sostenere iniziative inerenti la realizzazione di sistemi produttivi di qualità». E si propone anche la «valorizzazione commerciale delle produzioni agricole esclusivamente per i prodotti a riconoscimento comunitario Dop e Igp». La struttura di riferimento è l’Alsia di Matera. I fondi sono quelli comunitari che la Regione Basilicata ha ottenuto grazie al Por 2000-2006. La misura è denominata «Azione di promozione integrata delle risorse ambientali e culturali del territorio ». La delibera che storna quasi tre miliardi di lire all’Alsia è del 6 agosto. Con linguaggio burocratico la descrivono: «Programma Alsia 2008. Valorizzazione commerciale dei prodotti tipici lucani di qualità e marketing territoriale ». La proposta è dell’assessore all’agricoltura Roberto Falotico. Folino è assente. E la delibera passa «all’unanimità di voti». Dal 6 agosto l’assessore Falotico ha a disposizione un milione e quattrocentomila euro per la promozione dei prodotti lucani. Ecco come il dipartimento agricoltura ha deciso di spenderli. Sono stati «individuati alcuni percorsi di valorizzazione e marketing territoriale da attuarsi nel corso del secondo semestre del 2008». Le schede progettuali sono 14. «L’Alsia - si legge nella delibera - ha avviato da tempo una campagna di valorizzazione e di promozione del territorio e dei prodotti lucani di qualità attraverso progetti pilota e iniziative territoriali a forte impatto. Le iniziative coordinate nel corso degli anni sono state giudicate positivamente. Si è riusciti a coinvolgere un buon numero di imprese, promuovere il territorio e i prodotti lucani, ottenere ottimi risultati per l’immagine proposta, per la qualità dei prodotti e per la capacità imprenditoriale ». E con termini da internatonial economy i dirigenti del dipartimento descrivono il «target» e le «partnership ». Le spese sono in coda. La più alta è per la Fiera del Levante: 232 mila euro. Per il World meat conference and exhibition (una fiera che porta a Roma tutta la filiera della carne e dei suoi derivati) la Regione ha dato all’Alsia 86mila euro. Sana 2008 (la kermesse del cibo sano) è costata 43 mila euro, come la promozione lucana alla Biennale di Venezia: 43mila euro. Giusto il doppio per la partecipazione all’esposi - zione internazionale World food Moscow. Poco più di 85 mila euro per la promozione dei prodotti lucani nel Parco storico della Grancia. Solo 27mila per il Matera Wine festival (mira a valorizzare i vini di qualità materani). Ancora vino: 37mila euro a Montescaglioso, per In vino veritas, 64mila a Melfi, per Aglianica 2008. Per Linea verde Basilicata 81mila euro. Le altre voci che pesano sul bilancio sono le azioni di comunica - zione: 221mila euro. Più di Orizzonti lucani. E i servizi di supporto: 128 mila euro. Su questi, forse, qualche riflessione bisognerebbe farla.

Fabio Amendolara
Il Quotidiano di Basilicata



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