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Senisese: si prospetta un'ottima annata per il vino

29/09/2008



C'è attesa per l'annata vitivinicola da parte degli addetti al settore in Basilicata. Si dice infatti, che il vino prodotto dalle uve di quest'annata 2008, dovrebbe essere ricordato per l'alta qualità. Insieme al Vulture, Metapontino, area Materana, Roccanova, ci sono comunque tante altre aree interne dove il vino rappresenta davvero una tradizione invidiabile, una sorta di vanto sotto ogni punto di vista. Tra queste, la zona di Senise, laddove si produce da anni, un vino che poco e niente ha da invidiare ad altri più osannati concorrenti. A dargli i connotati della produzione per il mercato, l'azienda Castelluccio; di Raffaele e suo figlio Amedeo, il quale fin da piccolo ha iniziato ad avvicinarsi allo studio di questo settore, ed oggi si può ben definire un enologo di sicuro affidamento. Raccolte da braccianti rigorosamente locali(che vi lavorano per l'intera campagna) nelle vigne di contrada Massanova, una ridente collina che si specchia nelle acque del Lago di Montecotugno, si raccolgono le uve: sangiovese, montepulciano, malvasia, moscato e trebbiano, con le quali poi produce esclusivamente vino biologico: i bianchi Loricato e Massanova ed i rossi Pollinea, Massanova e Senisium che rappresenta il top, una sorta di esclusività. Vini che seppure in sordina hanno prima varcato i confini regionali, arrivando anche nei tanti ristoranti sparsi per lo Stivale e fino a Como, Milano, Roma ecc. e poi anche quelli nazionali, arrivando ad essere gustati sulle tavole di tanti Paesi europei. Una prerogativa dunque della quale Raffaele ed Amedeo, non sono usi vantarsi e men che meno ostentarla neppure nel privato. A dimostrazione che non sono i proclami che contano ma la realtà dei fatti. Ed ecco il perché della scarsa propaganda e della scarsa partecipazione a fiere, concorsi ecc. Il prodotto infatti si sta comunque ogni giorno di più, ritagliando un proprio spazio che si spera possa essere anche più favorevole con l'avvento delle nuove produzioni e soprattutto con il Moscato che quest'anno rappresenterà il fiore all'occhiello, così come lo è stato alcuni anni fa, il Passito, che chi ha avuto il privilegio di assaggiarlo, non ha rimpianto quello di Pantelleria. Un modo semplice ma efficace dunque di essere presente con prodotti di gran pregio sulle tavole di mezzo mondo e di pensare oltre. Il progetto infatti dell'enologo Amedeo è quello, un giorno, di poter arrivare sui mercati americani.

Gianni Costantino
Il Quotidiano della Basilicata



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